MARO’ ARRESTATI: PERCHE’?

Il Presidente della Repubblica definisce la situazione «ingarbugliata», il Guardasigilli «grave», la Farnesina parla di «decisione unilaterale» ed il Ministro Terzi con il linguaggio sobrio tipico della diplomazia di caso «segnato da notevoli divergenze di carattere giuridico». Nulla di strano se di mezzo non ci fossero le sorti di due cittadini italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che obbedendo ad un ordine sono saliti su una nave con l’unico scopo di proteggerla e che ora invece, paradossalmente, necessitano di una tutela per difendersi da accuse infamanti.

Una tutela che il diritto internazionale individua chiaramente e che solo un espediente messo in atto delle autorità indiane ha permesso di aggirare. Infatti è un espediente quello con cui hanno attirato la «Enrica Lexie», battente bandiera italiana fuori dalle acque internazionali chiedendole di invertire la rotta per identificare un’imbarcazione con armi a bordo sospettata di aver partecipato all’abbordaggio. Giunti nel porto la situazione è apparsa chiara, non solo non vi erano navi da identificare ma è stato intimato di consegnare i due marò italiani.

La vicenda di per se sarebbe già abbastanza paradossale se non si aggiungesse il fatto che la ragione principale di questa messa in scena pare sia tutta di natura interna: elezioni.

Nello Stato di Kerala, dove c’è una maggioranza diversa da quella rappresentata nel governo centrale ci sono le elezioni,  ecco svelato l’arcano: ovvero il braccio di ferro col governo di Nuova Delhi dove invece spicca la figura di Sonia Gandhi che tra le sue colpe annovera quella di avere origini italiane.

Nulla di strano, sarebbe la solita baruffa politica interna tra potere centrale e locale, se a farne le spese non fossero due cittadini italiani che hanno dichiarato di aver sparato in aria per difendersi da un abbordaggio, a cui viene negato il diritto alla difesa impedendo l’autopsia sui cadaveri e nulla di strano se in quelle stesse acque un’altra nave battente bandiera greca «l’Olympic Flair» avesse denunciato, nelle stesse ore, alla guardia costiera indiana il tentativo di abbordaggio ma che questa non ne abbia fatto menzione.

Nulla di strano se ancora una volta la verità viene sacrificata sull’altare della politica con “p” minuscola fatta di beghe, mezzucci e sotterfugi, questa volta internazionali.

Foto: ANSA

 

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