I COSTI DELLA CASTA

All’indomani dello studio della Commissione Giovannini sui super stipendi dei parlamentari, non si placa la polemica del mondo politico e dell’opinione pubblica.

Il tema è stato oggetto dell’incontro tenutosi il 4 Gennaio a Palazzo Chigi tra il Presidente del Consiglio Mario Monti e il Presidente della Commissione incaricata di mettere a confronto gli stipendi dei parlamentari italiani.

Pare che dalla prossima legislatura dovrebbe essere istituita, nei bilanci delle Camere, una gestione stralcio che debba prendersi carico dei trattamenti già erogati, mentre i neoeletti dovrebbero essere iscritti nella gestione separata dell’INPS, secondo il metodo contributivo e alle condizioni stabilite per la loro posizione. In realtà, grazie al metodo contributivo un giovane deputato, non più rieletto, usufruirebbe comunque dell’ammontare accreditato, sommato a quello maturato nella nuova attività.

Così, esponenti di grido della classe politica dirigente italiana hanno definito, quella in atto, “una riforma etica”, ovvero giusta ed equa. Ma si tratta davvero di un cambiamento di rotta significativo? I politici italiani cominceranno sul serio a “tirare la cinghia” o è solo la solita manfrina cui siamo abituati da anni, caratterizzata dai buoni propositi mai effettivamente realizzati?

Resta il fatto che il Palazzo si difende. Va bene ridurre gli sprechi, è la linea prevalente, ma non si cerchi di porre in essere una campagna denigratoria della nostra classe politica, definita la più “bassa” di tutti i tempi.

Sono, infatti, quasi tutti concordi sulla necessità di dover fissare criteri inderogabili di maggiore trasparenza ed equità, al fine di garantire il principio democratico che ancora infonde la nostra Nazione e dare un chiaro segnale di svolta al Paese. Tuttavia ciò non può tradursi in mero e sterile populismo che, in quanto tale, condurrebbe solo ad un dibattito distruttivo e poco utile ai fini della valutazione oggettiva dell’operato dei nostri rappresentanti.

Sembra potersi cogliere un chiaro segnale di cambiamento dall’”Operazione trasparenza” voluta dal governo Monti, grazie alla quale dal 22 febbraio è possibile visualizzare sui siti dei diversi Ministeri i redditi dei singoli Ministri.  Staremo a vedere!

Simona Attollino e Roberta Cupertino

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