ITALIA vs VATICANO

È scontro tra il Vaticano e i Giudici italiani!

Ad 83 anni dalla sigla dei Patti lateranensi, firmati proprio nel mese di febbraio del 1929, le recenti pronunce della Consulta in tema di matrimonio scuotono gli equilibri tra lo Stato italiano e la SantaSede.

Quest’ultima, infatti, mostra tutta la sua preoccupazione per alcuni recenti casi in cui la giurisprudenza italiana si è rifiutata di riconoscere la nullità di un matrimonio decisa Tribunali ecclesiastici, così come stabilito dall’articolo 8 del Concordato. “Va rivista la legge italiana”, si legge sull’Osservatore Romano. E continua: “i casi di non delibabilità devono costituire l’eccezione e non la regola. Occorre sostituire la vetusta legge 847 del 1929 e dettare nuove disposizioni per l’applicazione delle norme concordatarie sul matrimonio. Nel caso di matrimoni canonici invalidamente contratti, sono necessari adeguati interventi a favore delle parti più deboli per il mutato contesto sociale ed economico.”

Vero è che la regolamentazione della materia matrimoniale resta «un caposaldo» del Concordato e, pertanto, la Chiesaauspica una continua e sana collaborazione nell’esclusivo interesse della persona umana e della sua libertà religiosa, ma l’interpretazione giurisprudenziale trova il suo ancoraggio nelle norme giuridiche e da esse di sviluppa con argomentazioni altrettanto convincenti.

È lecito, a questo punto, chiedersi se sia soltanto il frutto di un’evoluzione dei rapporti, fisiologica e, oserei dire, costituzionalmente orientata. I giudici, infatti, sono soggetti soltanto alla legge dice l’art. 101 Cost. e pertanto il loro libero convincimento germoglia e si sviluppa solo dalla legge e il tentativo di insinuare una latente battaglia tra gli “ordini distinti” certamente non è la strada preferibile. La sollecitazione del Vaticano, così, non potrebbe essere accolta dai giuristi italiani, in quanto non esistono le condizioni costituzionali.

Non è più, infatti, l’epoca del “tutto ciò che fa la Chiesaè ben fatto”, così come la dottrina più autorevole, ma risalente, predicava. Da allora non sono mancate le occasioni di contrasto: si pensi, oltre al settore matrimoniale (divorzio e aborto compresi), a tutti quei temi eticamente sensibili, al cd. testamento biologico, ma anche all’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche. Tutte materie di scontro, ma anche confronto e collaborazione in funzione dell’unico obiettivo comune: il benessere e la crescita morale della società.

Il diritto vive attraverso le sentenze e i precipitati applicativi non sono altro che il prodotto dei vari segnali ovvero frizioni che, nel corso degli anni, si sono palesate nel rapporto della Santa Sede con l’ordine secolare statuale e il relativo ordinamento.

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