ONORE AI CADUTI!

Si sono svolti oggi i funerali di tre ragazzi morti in un incidente stradale, mentre a bordo di un fuoristrada percorrevano i sentieri di montagna di un paese esotico!

E’ questo il silenzio surreale in cui sembra essere piombata la triste e prematura scomparsa di tre giovani vite quelle: del Caporal Maggiore Capo Scelto Francesco Currò, del Caporal Maggiore Scelto Luca Valente e del Caporal Maggiore Scelto Francesco Paolo Messineo.

La morte di questi ragazzi derubricata dai media a semplice incidente stradale e quindi non degna di trovare posto nell’agenda setting, taciuta dal protocollo ufficiale che pesa le morti in relazione alle modalità con cui si verificano, sconvolge per il silenzio assordante che l’accompagna.

Far passare il principio che esistano morti degne di nota ed altre destinate all’oblio è indegno di un paese civile! Ritenere che il metro di paragone con cui ricordare tre giovani servitori dello Stato sia il mezzo e non il fine significa negare l’eroismo di tutti quei ragazzi che ogni giorno rischiano la loro vita perché: il Popolo italiano attraverso le sue istituzioni glielo ha ordinato!

Negare il fine significa far sottostare la visione teleologica al mero calcolo, rendere schiavo il fine significa imbrigliarlo nel relativismo dell’utile negando, ancora una volta, di riconoscere i sacrifici di tutti quei ragazzi e ragazze ma anche padri e madri di famiglia che lasciano i loro affetti con la speranza di contribuire con il loro impegno ad un fine superiore: la democrazia e la pace nel mondo.

Negare il fine per il mezzo significa negare tutto ciò!

Onore ai caduti! Riposate in pace cari Francesco, Luca e Francesco.

L’Italia degli onesti e dei sognatori si inchina d’innanzi al vostro supremo sacrificio.

Foto: ANSA

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