MICHELE DE NAPOLI, IL LEONE DELL’ACCADEMIA PROGETTA IL SIPARIO DEL TEATRO PICCINNI

Michele De Napoli nasce a Terlizzi il 25 aprile del 1808  e si trasferisce a Napoli nel 1828 per gli studi giuridici fortemente voluti dal padre Giuseppe.

Conseguita la laurea, si iscrive al Reale Istituto di Belle Arti della città partenopea e diviene allievo di Costanzo Angelini che lo indica “Leone dell’Accademia” per il suo valore e temperamento. La sua formazione si allarga quando si trasferisce a Roma e conosce Vincenzo Camuccini, figura di riferimento per generazioni di giovani artisti meridionali, portando la sua produzione ad un sensuale e delicato neoclassicismo equilibrato nelle forme e nei sentimenti dei soggetti raffigurati che spaziano dal mondo religioso ai temi sociali e politici del suo tempo.

Il De Napoli è uomo impegnato nella didattica e nel mondo politico-sociale; ricopre infatti le cariche di socio corrispondente dell’Accademia, professore onorario presso l’Istituto di Belle Arti, componente della “Commissione per la riforma dell’Istituto delle Belle Arti”. Gli anni successivi l’Unità d’Italia lo vedranno ancora a Napoli in qualità di consigliere comunale ed Ispettore del Museo Nazionale, membro del Consiglio edilizio, direttore dell’Istituto di Belle Arti.

Purtroppo il suo forte temperamento gli è di impedimento alla carriera accademica e il giudizio espresso dalla commissione per il concorso alla successione di Angelini alla cattedra di disegno, dalla quale fu escluso, ne sottolinea i tratti: “ingegno straordinario, nato a grandi cose, ma intollerante, fiero dispregiatore dei canoni lasciati dagli antichi maestri, innovatore e ribelle pericoloso”.

Nel 1853 il Decurionato barese, influenzato da Giulio Petroni,  commissiona al De Napoli il sipario per il teatro Piccinni

De Napoli sceglie un tema a lui caro, popolare e patriottico, la Disfida di Barletta; ma un tema del genere, intriso di sentimento nazionale, in tempi in cui imperversava la censura borbonica, si presentava inaccettabile.

La Deputazione teatrale barese propose, su suggerimento del Petroni, un soggetto municipale, una rievocazione dei popolari spettacoli medievali.

Fu scelto il torneo voluto da re Manfredi, svoltosi a Bari il 25 agosto 1259 per onorare il passaggio di Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli. L’episodio storico è tratto dai Diurnali di Matteo Spinelli di Giovinazzo.

Il bozzetto ad olio, approvato dalla Commissione teatrale barese , raffigura la scena del torneo: a sinistra il baldacchino reale, a destra la sagoma di un castello sotto un cielo terso e il Gargano in lontananza; in primo piano due cavalieri sulla sinistra e uno scudiero a destra che sistema la  gualdrappa del cavallo.

Michele De Napoli si spense nella sua Terlizzi il 2 marzo del 1892.

L’artista, nel 1892, nel suo testamento diede disposizione di donare al Comune di Terlizzi la ricca collezione delle sue opere d’arte (oltre mille tra dipinti e disegni), da collocarsi all’interno del palazzo in cui era vissuto, anch’esso messo a disposizione dei suoi concittadini e di quanti volessero godere della sua arte e apprezzare il bello in tutte le sue espressioni.

Foto:  Pinacoteca De Napoli

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