MONTI: NO IMU PER SCUOLE CATTOLICHE NON PROFIT

È da giorni che si discute sull’introduzione della vecchia ICI, ora IMU, per gli immobili della Chiesa cattolica.

Il premier Mario Monti è, quindi, intervenuto al riguardo, nel tentativo di placare gli animi.

Sono esenti dall’IMU le scuole cattoliche che svolgono le proprie attività, secondo modalità completamente e propriamente non commerciali”, ha precisato il Premier.

Ha poi, ulteriormente, specificato i parametri necessari al fine di definire la finalità “commerciale” di un ente di istruzione: “l’attività paritaria, rispetto a quella statale – ha spiegato Monti – è valutata positivamente se il servizio è assimilabile a quello pubblico”, in particolare sul piano dei programmi scolastici, dell’applicazione dei contratti nazionali e su quello della “rilevanza sociale”.

Inoltre, per beneficiare dell’agevolazione, “l’ente dovrà pubblicare il bilancio e le caratteristiche della struttura, tale da preservare senza dubbi la finalità non lucrativa. Eventuali avanzi – ha concluso Monti- non devono rappresentare profitto, ma un sostegno destinato alla gestione delle attività didattiche”.

Sono queste le condizioni affinchè gli istituti scolastici cattolici ottengano l’esenzione dal pagamento dell’imposta.
I vescovi e le scuole cattoliche tirano un sospiro di sollievo!

L’auspicato chiarimento sugli effetti dell’IMU per la Chiesa c’è stato.

Parole che hanno tranquillizzato la Cei e messo d’accordo maggioranza e opposizione, così da assicurare il via libera in Parlamento alla norma che elimina l’esenzione sugli immobili di enti ecclesiastici, ONLUS, partiti e sindacati.

Vanno nella direzione giusta, quella portata avanti in Europa. Non ha senso tassare attività che hanno chiara rilevanza pubblica e sociale”, ha detto Mons. Gianni Ambrosio, Presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica. “Bisogna rafforzare il senso del dovere nel pagare le tasse”, ha aggiunto.

Dello stesso avviso Mons. Michele Pennisi, Segretario della Commissione Cei per l’educazione, la scuola e l’università: il chiarimento del premier Monti è “utile” e “ci fa esprimere apprezzamento e soddisfazione”.

Spiega, infine, il Prof. Giuseppe Dalla Torre, Rettore della LUMSA e autorevole ecclesiasticista: “il principio è quello, già presente nel nostro ordinamento, che distingue tra enti e attività profit e no profit. Non è detto che questi ultimi non chiedano un compenso, ma diversa è la finalità a cui questo è diretto. Quando si erogano servizi, ovviamente il denaro circola, ma distinguere è possibile e facile. Mettere ordine in questo settore, di fronte ad abusi sempre in agguato, è un interesse collettivo, così come lo è salvaguardare il principio e valorizzare l’impegno per la collettività”.

Così, il sostegno e la promozione del bene comune resta l’obiettivo di tutti, cattolici e non.

di Simona Attollino

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