DAI MARÒ AI CC: L’ITALIA CON LA SCHIENA DRITTA.

In queste ore sono due gli argomenti che affollano le prime pagine dei giornali: la vicenda dei fucilieri di marina trattenuti in India e le proteste anti TAV.

Si tratta di due argomenti apparentemente distanti tra loro non solo geograficamente ma anche perché a prima vista privi di connessioni.

In realtà vi è un sottile filo che li unisce ed è quello del dovere, dell’onore, dell’ubbidienza ad un giuramento di fedeltà alle Istituzioni che li porta a sostenere con dignità le difficili prove che si abbattono su di loro.

E’ questo il fil rouge che unisce la vicenda dei due fucilieri di marina, che sugli attenti con lo sguardo preoccupato mantengono comunque un decoro impeccabile mentre aspettano il Ministro degli Esteri italiano, ai carabinieri e poliziotti schierati in Val Susa che fermi sulle loro posizioni, appesantiti dagli scudi e dagli elmetti che indossano per ore e col fiato rotto a causa delle maschere antigas, ingoiano gli insulti che i soliti pacifisti con fare beffardo e da perfetti vigliacchi lanciano al loro indirizzo.

Sono le due facce di una stessa medaglia coniata col sudore e il sacrificio di tanti ragazzi che, piuttosto che ciondolare tra i corridoi degli atenei o tra le piazzette di piccoli paesi di provincia, decidono di fare qualcosa di utile nella loro vita. Abbracciano una professione che rimane oggi l’unico ascensore sociale, vista la profonda crisi del mondo accademico e dell’economia, o addirittura di sposare un sogno, cosa incomprensibile per quei delinquenti col passamontagna in testa e l’estintore in mano,  chiamato vita militare.

A loro, al loro esempio, alla loro capacità di restare saldi nelle avversità deve andare lo sguardo ammirato del Paese.

A loro ci si deve rivolgere con rispetto e con gratitudine chiamandoli eroi. Perché è nel loro vivere quotidiano che si esalta la virtù di un popolo che non ha bisogno di gente che si arrampica in modo irresponsabile sui tralicci o che mentre si professa pacifista mette a ferro e fuoco le città durante i cortei.

L’ Italia ha bisogno di eroi silenziosi come questi, che con la schiena diritta nonostante le avversità tengano la nave a galla e la barra dritta su una rotta fatta di valori positivi e di speranza per un mondo migliore possibilmente privo di pirati e di criminali col passamontagna!

Foto: ANSA

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