INDIMENTICABILE LUCIO

Un carro funebre con il feretro di Lucio Dalla partirà in tarda mattinata dalla Svizzera, dove il cantante, stroncato ieri da un infarto, si trovava in tour.

La morte di Lucio Dalla, in effetti, è stata un’amara sorpresa per tutti: l’artista è apparso negli ultimi giorni, in perfetta salute.

I funerali potrebbero svolgersi nella giornata di domenica: il 4 marzo, giorno del suo compleanno, giorno in cui Lucio Dalla avrebbe compiuto 69 anni.

Tante le testimonianze degli amici più cari, appartenenti al mondo della cultura, dello spettacolo e della politica.

Traspare la figura di un artista profondo, posato, mai sopra le righe, molto diverso dai giovani interpreti della musica italiana contemporanea. Delicato il messaggio del segretario Cgil, Susanna Camusso lasciato su Twitter: “Caro amico ti scrivo….un sorriso, un fiore, una lacrima”.

Non sono solo artisti a piangere il poeta gentile; sono continui gli omaggi e i ringraziamenti della gente comune che con le sue canzoni ha sognato, ha sorriso, ha pianto.

Un artista poliedrico, i cui interessi spaziavano nei più svariati settori.

Sul piano musicale è stato uno dei più affermati cantautori italiani, considerando la continuità della sua carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica.

Musicista di formazione jazz, riscopertosi poi autore dei testi delle sue canzoni in una fase matura, ha suonato da clarinettista e sassofonista, e talvolta da tastierista.

Nel 1971, approda alle grandi cifre di vendita con “Il 4 marzo 1943”; seguono “Piazza Grande”, “Il gigante e la bambina” e “Itaca”, canzoni destinate a diventare evergreen.

Nel 1977 con l’album “Com’è profondo il mare”, Lucio Dalla debutta come autore dei testi delle sue canzoni.

Per l’artista bolognese si apre un decennio di consensi popolari e record di vendite con punte altissime negli anni 1979-1981 attraversati dal tour “Banana Republic” con il collega Francesco De Gregori, cui seguono l’album “Bugie” (1985) e “Dallamericaruso” (1986), contenente la celebre canzone “Caruso” universalmente riconosciuta come il capolavoro di Dalla, venduta in oltre otto milioni di copie nelle trenta versioni del brano che circolano per i paesi di tutto il mondo tra cui la versione di Luciano Pavarotti.

Nel 1988 un’altra accoppiata vincente: Dalla-Morandi, con relativo album e trionfale tour nei più affascinanti luoghi d’arte d’Italia, mai raggiunti prima d’ora dalla musica leggera.

Lo abbiamo visto l’ultima volta a Sanremo, intento a dirigere artisticamente i musicisti del giovane cantautore Pierdavide Carone, sua scoperta. Gianni Morandi aveva fortemente sostenuto la sua partecipazione.

Ci piace salutarlo con le poche, ma suggestive parole di Claudio Cecchetto: “Il paradiso ha un genio in più”.

 di Roberta Cupertino e Simona Attollino

 

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