POKER DI DONNE PER LA PITTURA OTTOCENTESCA IN PUGLIA

Se si pensa al contributo artistico femminile nella sua storia italiana, il primo nome che solitamente sale alla mente è quello di Artemisia Gentileschi, pittrice di scuola caravaggesca vissuta durante la prima metà del XVII secolo.

Un paio di secoli dopo, in Puglia, la pittura della prima metà dell’Ottocento viene caratterizzata dalla produzione di alcune donne artiste che escono dal loro secolare oblio.

Fra tutte, la prima è Francesca Forleo Brajda (Francavilla Fontana 1779-1820) che si cimentò agli inizi in soggetti sacri e successivamente in soggetti storico-mitologici e letterari, tra cui “Incontro di Clorinda con Tancredi” ed “Erminia innanzi a Solimano”, ispirate al poema “La Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, pur restando lontana dall’influenza del grande pittore seicentesco Paolo Finoglio che aveva dipinto gli stessi soggetti in Conversano.Quando la pittrice si ritira in campagna a causa della sua salute cagionevole, la sua attenzione si sposta nella pittura di genere bucolico rappresentata da scene agresti e della vita contadina alternate a tematiche riprese dalle realtà quotidiane di quei luoghi, come, ad esempio, “Il ballo della taranta” o “Il gioco della morra”.

Nel Salento è presente, sebbene con una minore fortuna critica, Teresa Laura dello Diago (Mesagne 1762-1841) di cui si conoscono un paio di autoritratti, uno dei quali qui riportato.Donna di fine cultura e di buona istruzione, si dedica prevalentemente a scene mitologiche e ad episodi dell’Antico e Nuovo Testamento.

Un posto di notevole rilievo è occupato da Anna Rolli (Roma 1816-Bitonto 1851). Le sue poche opere rivelano uno spiccato senso plastico e una forte padronanza del mestiere nonché un una provata esperienza di studio delle opere di Raffaello, attestata soprattutto nella pala d’altare “La fuga in Egitto” conservata a Palo del Colle nella chiesa di San Giuseppe. Nel 1841 la pittrice partecipò, con copie di dipinti di Raffaello, alla prima Mostra d’Arti  di Bari dove fu premiata con una piccola medaglia d’oro, massimo riconoscimento conferito dalla manifestazione.

Il quartetto di pittrici si completa  con la barese Maria Mundo ( Bari 1825-30 ca.-1889), allieva di Michele De Napoli quando questi soggiornò a Bari per la realizzazione del sipario del teatro Piccinni.Sebbene finora non sia stato rinvenuto nessuno dei suoi quadri, si conoscono però i soggetti di natura ritrattistica, di frutta e di fiori considerati particolarmente decorosi per una donna che, nonostante il suo essere donna, fu ammessa alla prima Esposizione Italiana di Firenze con ben quattro dipinti tra i quali il ritratto del padre Giosuè, sindaco di Bari.

L’universo femminile, grazie a queste artiste, si tinge di colori che non sono solo il rosa o il giallo mimosa e si riempie di forme e volumi eleganti, come le mani che impugnarono quei pennelli, probabilmente stretti con la stessa fragilità mista a quella delicata forza impresse nell’anima di una donna.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *