MADRID WOMAN’S WEEK 5/9 marzo 2012

La settimana della lotta per l’uguaglianza

“La donna non si merita un solo giorno, ma un’intera settimana”.
E’ con questo slogan che si inaugura la Madrid Woman’s Week la quale, più che un omaggio alla donna, mira a metterla al centro di un dibattito. L’idea è quella di sensibilizzare la coscienza intorno al ruolo che la donna può avere nella soluzione dei problemi che affliggono la Spagna.
L’evento, che vedrà riuniti un gruppo di quasi cento partecipanti nel Centro Culturale di Moncloa a Madrid, vanta l’appoggio di molte personalità influenti in diversi ambiti, come la fotografa Okuna Leele, la giocatrice internazione di pallacanestro Amaya Valdemoro, la scrittrice Carmen Posadas, la direttrice d’orchestra Inma Shara, ma anche uomini come il presidente del governo José María Aznar. I tre obiettivi principali della Madrid Woman’s Week sono:

  1. prendere coscienza in senso positivo e non rivendicativo della situazione,
  2. condividere e divulgare i vari punti di vista,
  3. creare basi per il progresso.

Si spera oltretutto che l’esperimento riesca e che si possa riproporre nei prossimi anni, creando un evento di riferimento, oltre che di un certo spessore. Non si tratta dunque di difendere i colori di una bandiera o delle tendenze politiche, ma di portare informazione e di cercare insieme una soluzione per le donne che vogliono affermarsi in società, in un momento in cui la crisi economica del Paese, come anche nel resto d’Europa, si fa sentire. Il forum vuole anche promuovere il recupero di valori come la solidarietà e la generosità, ovvero operare per il bene comune a sfavore della corruzione e della scorrettezza politica.
Dunque la donna come punto di partenza per la ripresa economica, e quindi più donne a capo di aziende e impegnate nelle più alte cariche, per cambiare la maniera di fare impresa e mercato, “umanizzandoli”, per far si che ognuno possa raggiungere una crescita anche personale.
Non per niente il pensiero in questi giorni è rivolto anche ai giovani, perché possano affacciarsi ad un mondo del lavoro più accogliente, più giusto e meno discriminante. Da qui l’idea di mettere insieme voci diverse, perché solo il confronto costruttivo fra le diversità può creare un varco e una potenziale via d’uscita da questa situazione. Info su: madrid-womans-week.com/.

di Linda Lillo

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