ALTAMURA: LA MASSERIA CONFISCATA RISCHIA LA CHIUSURA

L’Antica Masseria dell’Alta Murgia, sala ricevimenti situata nella provincia barese, ad Altamura, e confiscata alla criminalità organizzata, rischia oggi la chiusura.

Era il 12 giugno del 2011 quando, con grande risonanza di stampa, la struttura diveniva l’emblema e il luogo della legalità, ovvero un’iniziativa commerciale attraverso l’utilizzo di beni di provenienza mafiosa, grazie all’opera dell’allora direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità, il prefetto Mario Morcone.

Si tratta di un ristorante esteso circa 8mila metri quadrati, originariamente bene della criminalità locale, che veniva restituito alla comunità della provincia barese, attraverso l’attività di ristorazione a prezzi low cost: 35 euro per un pranzo completo firmato Gianfranco Vissani, a cui è stata affidata la guida, e dieci di più per mangiare pesce. Prezzi che hanno causato anche qualche gelosia dei ristoratori locali.

A distanza di soli otto mesi quella stessa struttura rischia di chiudere, a causa dei bilanci in rosso.
Da Roma prefigurano la possibilità di riassegnare la gestione del bene alla Regione Puglia, al fine di evitare che struttura venga definitivamente chiusa e che il contratto con lo chef Vissani possa essere rivisto e riadattato alle nuove esigenze economiche, mantenendo, altresì, i livelli di impiego.

Dalla Regione, però, l’Assessore regionale per i Beni confiscati alle mafie, Nicola Fratoianni, ha altre idee: «Stiamo valutando l’offerta dello Stato. Fra una quindicina di giorni diremo di sì o di no. Abbiamo tenuto un mesetto fa un incontro con la viceprefetto Maria Rosaria Laganà, alla prefettura di Bari, che ci ha spiegato la volontà dello Stato di cedere la struttura. Non abbiamo alcuna intenzione, però, di continuare solo con la ristorazione. Pensiamo ad una scuola di cucina, alla valorizzazione dei prodotti locali con l’aiuto di Libera, ma senza Vissani».

Quest’ultimo, nonostante tutto, è fiducioso. “Ci sono prenotazioni fino a fine anno”, dichiara. E continua: Non ho avuto un euro, ma ci ho messo il cuore”.

A rivendicare la gestione della struttura è, però, anche il sindaco di Altamura, Mario Stacca: «Noi pensiamo ad un centro di formazione da affidare all’Istituto alberghiero, con corsi di cucina da far gestire a ristoratori locali». La viceprefetto, spiega ancora il Sindaco, «ci ha spiegato che la struttura ha accumulato perdite consistenti già il primo anno. E, comunque, qui i ristoratori non l’hanno mai vista di buon occhio: i prezzi popolari hanno prodotto concorrenza sleale».

D’altro canto, nonostante i quasi 600 mila euro di buco in bilancio, lo chef Vissani sostiene incassi per molto di più e decine di prenotazioni.

Dov’è, quindi, la verità?

Secondo l’ex sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano si tratta di una grande vicenda istituzionale. Sostiene: ”anche con il cambio del direttore dell’Agenzia si dovrebbe assicurare continuità d’intenti. Questa è stata la prima risposta forte dello Stato contro la criminalità in Puglia e un esempio nel Paese. Senza contare l’atto di generosità di Vissani, che non è un santo, ma non ha bisogno certo di noi. L’attività necessitava di respiro ancora per un paio d’anni e, poi, avrebbe prodotto utili. E’ grave quanto sta accadendo.”

di Simona Attollino

Foto: pressphoto

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