LIBERALIZZAZIONI: un bene o un male?

Il decreto sulle liberalizzazioni è legge.

Dopo la promulgazione ad opera del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le nuove misure sono ormai in vigore.

C’è chi sostiene che, grazie al nuovo intervento legislativo, i consumi del Paese potrebbero incrementarsi del 2,5%, con un contestuale aumento di un punto del Prodotto interno lordo, ma altri sono di opinione opposta e temono, invece, inaspettate recessioni.

In sostanza, il “pacchetto Liberalizzazioni” apporta rilevanti novità, con riferimento all’organizzazione di diverse categorie professionali.

Ad esempio, avvocati e commercialisti, d’ora in poi, non potranno più godere dell’ampia autonomia nella determinazione degli oneri professionali: sono state, infatti, abolite le tariffe forensi, sia minime, sia massime, al fine di rendere libera la contrattazione fra il cliente e il professionista, quest’ultimo oramai obbligato a proporre, già prima dell’inizio della controversia, un preventivo scritto.

Inoltre, per i praticanti avvocati il tirocinio propedeutico all’esame di abilitazione forense è stato ridotto a 18 mesi, 6 dei quali potranno essere impiegati nella ricerca scientifica nelle Università italiane, per favorire e migliorare la qualità della formazione di coloro i quali saranno futuri professionisti.

Nella medesima prospettiva si muovono anche le novità sull’organizzazione delle farmacie.

Essenzialmente, sarà previsto un potenziamento quantitativo, da circa 18.000 a 23.000. E per quanto riguarda l’accesso alla professione, sarà indetto un unico maxi concorso straordinario, riservato anche ai farmacisti non titolari, per l’apertura delle 5.000 nuove farmacie.

Insomma, questi solo pochi esempi per evidenziare la portata innovativa ed incisiva delle nuove disposizioni legislative, ma sono molti atri i settori interessati.

Sono, quindi, corrisposte altrettante reazioni, tanto dal mondo politico, quanto da parte di tutta l’opinione pubblica, sino a farne discutere anche oltre i confini nazionali.

Ieri, infatti, mercoledì 7 marzo, si è tenuto a Bruxelles un Convegno sugli “Ordini professionali, riforma e liberalizzazione delle professioni nel mercato unico dell’UE”.

L’iniziativa è stata organizzata dall’ On. Salvatore Iacolino, europarlamentare, per “promuovere un dibattito sul processo di liberalizzazione nell’Unione Europea che darà nuovo impulso all’economia, alla crescita e all’occupazione, garantendo un migliore accesso ai servizi per i consumatori nel mercato unico europeo”.

Una prospettiva, quindi, più ampia, ma che evidenzia la rilevanza del tema, sia a livello nazionale, sia a livello europeo.

Il concreto sviluppo di ricchezza e investimento, che rappresenta un obiettivo condiviso da tutte le istituzioni e non solo, passa attraverso la riqualificazione delle differenti categorie professionali.

Ma il pacchetto liberalizzazioni è davvero la strada giusta?

di Simona Attollino

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