GIOVANI E LAVORO

Per i giovani del nostro tempo la disoccupazione è assolutamente un problema.

Per disoccupazione il dizionario della lingua italiana definisce la condizione di chi, pur essendo nella condizione di lavorare e desideroso di farlo, non riesce a trovare un impiego.

È una situazione non solo insostenibile dal punto di vista economico, è infatti un grosso problema per gli Stati che devono fronteggiare questa emergenza disoccupazione, ma è anche frustrante e avvilente dal punto di vista psicologico, perché pone la gente in una sorta di complesso di inferiorità che, spesso, porta a considerare se stesso non meritevole, non idoneo, colpevole di qualcosa dove l’unico vero colpevole è il sistema sociale ed economico in cui viviamo e colpevoli e inefficaci solo le politiche per il lavoro.

Naturalmente c’è molta differenza tra Nord e Sud. La disoccupazione giovanile al Centro-Nord è vicina alla media europea, mentre è il Centro-Sud che si porta ancora dietro i retaggi dell’unità d’Italia con una media di disoccupazione altissima con picchi davvero preoccupanti ed in costante aumento secondo i risultati che nei giorni scorsi ha diffuso Alma Laurea.

Eppure non si può dire che i nostri giovani non siano preparati, anzi forse è proprio questo il problema…lo sono troppo?

Il vero problema, tra gli altri, non sta nel fatto di non trovare un lavoro, ma di non trovare un lavoro adeguato alle proprie aspirazioni, ai propri studi e all’altezza della aspettative.

In un momento storico in cui i nostri giovani del sud d’Italia sono l’eccellenza in tutti i campi, gli unici lavori disponibili sono quelli manuali: ciabattini, falegnami, elettricisti e idraulici non conoscono crisi, anzi, non riescono a trovare manodopera disponibile.

I nostri giovani laureati sono alle prese con centinaia e centinaia di annunci per cercare un lavoro che li soddisfi e continuano a specializzarsi e a conseguire titoli su titoli, nel frattempo le nostre campagne sono “invase” da lavoratori extra comunitari.

In un periodo in cui il progresso ha preso il sopravvento, non abbiamo fatto i conti con un popolo di giovani troppo colti e troppo preparati che vivono però in uno Stato in cui le politiche sono troppo vecchie e non idonee ai cervelli su cui hanno investito.

 

Foto:nadirpress

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