INCHIESTA DEGENNARO

Sono agli arresti domiciliari a Bari i costruttori Daniele e Gerardo Degennaro, proprietari della Dec. A fare scattare l’arresto la vicenda dei parcheggi realizzati dall’impresa negli anni scorsi nel capoluogo pugliese. Opere che, secondo l’accusa, sarebbero frutto di coperture e della complicità offerta da dirigenti comunali baresi.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate da uomini della Guardia di finanza su disposizione della magistratura di Bari. Tra i sette indagati posti agli arresti domiciliari vi sono gli imprenditori Daniele e Gerardo Degennaro, proprietari della Dec, il direttore della ripartizione urbanistica del Comune di Bari, Anna Maria Curcuruto, l’ex direttore dell’ufficio tecnico comunale Vito Nitti, e Gennaro Russo, dirigente delle politiche per lo sviluppo rurale della Regione Puglia.

Gerardo De Gennaro è anche consigliere regionale pugliese del Pd, mentre Daniele è il presidente regionale di Federalberghi. Nei sette provvedimenti restrittivi vengono contestati i reati di corruzione, frode e numerosissimi falsi, contenuti in circa venti pagine. Il gip Michele Parisi ha invece respinto la richiesta di arresto per il reato, contestato dai pm Renato Nitti e Francesca Romana Pirrelli, di associazione per delinquere.

Nell’inchiesta sono 51 gli indagati. I Degennaro sono indagati nella loro qualità di imprenditori proprietari della Dec spa. Il gruppo edile ha mosso i suoi primi passi nell’immediato dopoguerra grazie all’impegno del suo fondatore, il cavaliere di gran croce Emanuele Degennaro. Si tratta del primo gruppo del Sud Italia per fatturato. Attualmente è attivo in innumerevoli opere pubbliche in tutta Italia. Per esempio, a Bergamo sta realizzando il nuovo ospedale. A Pavia, il policlinico San Matteo. A Genova il nuovo centro ospedaliero di Rapallo.

Le indagini della procura sono concentrate su Bari dove la Dec ha realizzato, negli ultimi anni, opere edili importanti, tra cui un centro direzionale al rione San Paolo e i due parcheggi interrati di piazza Giulio Cesare e piazza Cesare Battisti (al centro dell’indagine che ha portato agli arresti). Le accuse nei confronti degli indagati sono contenute nelle 486 pagine del provvedimento restrittivo notificato ai due imprenditori, a due dirigenti comunali (Curcuruto e Nitti), al dirigente regionale (Russo), e ai professionisti, ritenuti di fatto dipendenti del gruppo De Gennaro, Michele Corona e Raffaele Contessa.

“Le vicende giudiziarie che stanno interessando il Gruppo Degennaro – è scritto in una nota della società – impongono un momento di riflessione su quello che il gruppo ha rappresentato e rappresenta per la città e per l’intero territorio nazionale. È innegabile che il forte impegno e i notevoli investimenti hanno creato uno sviluppo economico e occupazionale oltre che numerose strutture e infrastrutture private, pubbliche e di pubblica utilità che sono la testimonianza del fare nel rispetto della legalità in un settore così importante del nostro Paese. Fiduciosi nell’operato della magistratura siamo convinti di aver agito, anche nei fatti oggetto di attenzione e di indagine, nel massimo rispetto della legalità e dell’interesse collettivo. Gli imprenditori e i dirigenti del Gruppo Degennaro sapranno sicuramente dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati con grande serenità e forti della certezza di poter continuare a operare per il futuro nella loro azienda. Non può sottacersi, altresì, che i provvedimenti giudiziari di questi giorni giungono in un momento difficile per l’economia del Paese e producono effetti anche nelle realtà imprenditoriali più capaci e consapevoli; il Gruppo De Gennaro continuerà, comunque, ad operare responsabilmente per mantenere immutato il livello occupazionale e saldo il proprio impegno imprenditoriale”.

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