IMMIGRATI E RELIGIONI IN PUGLIA

Si è svolto martedi 13 Marzo scorso, presso la sala Conferenza del Palazzo de Mari ad Acquaviva delle Fonti (BA), un incontro sui temi dell’immigrazione e dell’appartenenza religiosa, che ha visto la presenza di Hafida Faridi, autrice in travolgente libro di poesie dal titolo “Quando il silenzio parla”.

Illustre relatore della manifestazione anche il Prof. Leo Lestingi, docente di Storia delle religioni del Mediterraneo e Filosofia della religione presso l’Università degli Studi di Foggia, impegnato da sempre nello studio delle tematiche inerenti il dialogo interreligioso e interculturale e autore di svariate pubblicazione in merito.

L’incontro è stato, così, l’occasione non solo per apprezzare i versi della poetessa, ma è stato, altresì, lo spunto per riflettere sulle difficoltà di inserimento nel tessuto sociale locale e sulle sofferenze che, spesso, gli immigrati devono affrontare nella vita di tutti i giorni.

La Puglia, terra di incontri e di passaggi, rappresenta un esempio emblematico di come immigrati appartenenti a differenti confessioni religiose riescano a convivere: la nostra Regione, infatti, può essere considerata come un vero e proprio laboratorio politico-giuridico, in quanto in questa parte del territorio italiano il fenomeno migratorio si è quasi sempre configurato anche e soprattutto come presenza multireligiosa.

Rispetto ad altre problematiche di carattere sociale, politico e giuridico, questa dimensione è tuttavia rimasta marginale fino alla metà degli anni ’90 del secolo scorso, allorquando i prevalenti flussi immigratori dall’Est Europa e dal Nord Africa hanno incrementato le presenze cristiane (sebbene non tutte cattoliche) e mussulmane nel territorio pugliese, mutandone in breve tempo il “panorama religioso”.

La testimonianza di donne come Hafida Farida sono fondamentali per capire quali sono i punti d’incontro tra persone apparentemente così distanti, ma culturalmente così vicine. Dalla sua relazione è emerso, infatti, che la dignità umana, il rispetto dell’altro e il dialogo rappresentano obiettivi e valori comuni a tutti gli essere umani, immigrati e cittadini, fedeli dell’una o dell’altra religione.

Foto: locandina evento

di Simona Attollino

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