CASSAZIONE: I GAY HANNO DIRITTO ALLA VITA FAMILIARE

È di pochi giorni fa una pronuncia della Suprema Corte di Cassazione destinata a far discutere e a cui ci pare opportuno dedicare le poche righe del nostro editoriale.

Le coppie omosessuali hanno il ”diritto alla vita familiare” e a ”vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità, in presenza di ”specifiche situazioni”, di un ”trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

Una massima sconvolgente, quindi, e che segna un decisivo passo in avanti nella conquista dei diritti da parte delle coppie gay.

La Cassazione ricorda che “e’ stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi e’ presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”. Il no alla trascrizione delle unioni omosessuali “non dipende più dalla loro inesistenza e neppure dalla loro invalidità, semplicemente dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”.

È quanto afferma la Cassazione, nella sentenza n. 4184 depositata il 15 marzo scorso e si tratta della prima volta in cui i giudici di legittimità si trovano ad affrontare il caso di una coppia gay che chiede il riconoscimento del proprio matrimonio contratto all’estero.

Le argomentazioni del Supremo Collegio dimostrano che, se è vero che in Italia ancora non esiste una legislazione che preveda il matrimonio tra gay (citando a questo riguardo anche la recente sentenza della Corte costituzionale che, appunto, aveva detto “no” ai matrimoni omosessuali), la tutela europea dei diritti dei gay e il complessivo contesto sociale risultano profondamente mutati.

Inevitabili le reazioni da parte dell’opinione pubblica.

Il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, commenta così: “La sentenza di oggi della Cassazione è importantissima: fa una fotografia della realtà delle coppie lesbiche e gay, stabilendo che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale. Sono parole chiare e nette di fronte alle quali il Parlamento e il governo sono chiamati a dare una risposta.”

“La Cassazione ha ragione. La sostanza della vita di coppia tra due persone dello stesso sesso e’ omogenea alla vita di coppia di due persone coniugate. Ciò dimostra quanto il mancato riconoscimento delle coppie omosessuali sia una brutale discriminazione che va al più presto rimossa”, sottolinea il Responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori, Franco Grillini.

E così, secondo Paolo Patanè, Presidente nazionale Arcigay, “la sentenza della Cassazione ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di una sempre più efficace protezione delle coppie omosessuali.”

Non è della stessa opinione Monsignor Luigi Negri, Commissario CEI perla Dottrina della fede e Presidente della Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero sociale della Chiesa.

“E’ una ferita mortale alla Costituzione, viene demolito ciò su cui la civiltà poggia da millenni. E’ una assurda e palese contraddizione, sotto il profilo logico e giuridico. Come può esserci vita familiare senza famiglia?”.

Il religioso auspica, così, una riflessione generale sui temi della famiglia e del bene comune: “l’amore di un uomo e una donna è il fondamento della vita umana, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale. Equiparare le unioni gay al matrimonio va contro valori basilari che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. La famiglia è un bene troppo prezioso per esporla al rischio di pronunciamenti distruttivi e interventi legislativi contrari all’etica”.

A questo punto, sarebbe riduttivo concludere con un commento che sarebbe, in ogni caso, non sufficientemente esaustivo.

La verità è che si tratta di un tema troppo delicato, troppo importante, perché coinvolge la tutela dei diritti degli individui e, quando si affrontano argomenti di tal fatta, le parole pesano come macigni e la riflessione intima e meditata resta l’unica strada percorribile.

di Simona Attollino

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *