OMAGGIO AD ANTONIO TABUCCHI

Si è spento oggi a Lisbona, all’età di 68 anni, il famoso scrittore pisano Antonio Tabucchi.

Ci ha lasciato un amico, un compagno di strada, un uomo che è stato dentro il suo tempo con passione e rabbia, un intellettuale europeo, un grande scrittore“. Cosi Feltrinelli dà notizia sul suo sito della morte dello scrittore. “Si è spento stamattina nella sua Lisbona, la sua seconda patria, la casa dei suoi cari, la casa dei suoi poeti piu” amati”.

Lo scrittore è stato uno dei maggiori conoscitori, divulgatori, critici e traduttori dell’opera di Fernando Pessoa ed è divenuto noto al grande pubblico con “Sostiene Pereira”.

Tabucchi conosce l’opera di Pessoa negli anni sessanta, durante le sessioni che frequenta alla Sorbona, ne rimane talmente affascinato che, tornato in Italia frequenta un corso di lingua portoghese per comprendere meglio il poeta.

I suoi libri e saggi sono stati tradotti in 18 paesi, compreso il Giappone. José de Lancastre, sua moglie, ha tradotto in italiano molte delle opere di Fernando Pessoa, ha scritto un libro di saggi e una commedia teatrale su questo grande scrittore.

Con Sostiene Pereira (Feltrinelli), Antonio Tabucchi vince il Premio Super Campiello, il Premio Scanno e il Premio Jean Monnet per la Letteratura Europea. Il protagonista di questo romanzo diventa il simbolo della difesa della libertà d’informazione per gli oppositori politici di tutti i regimi antidemocratici. In Italia, durante la campagna elettorale del 1994, intorno a questo libro si aggrega l’opposizione contro il controverso magnate della comunicazione Silvio Berlusconi.

Il regista Roberto Faenza ne trae il film omonimo (1995) in cui affida a Marcello Mastroianni la parte di Pereira.

Nel 2001 Tabucchi pubblica “Si sta facendo sempre più tardi, un romanzo epistolare. Diciassette lettere che celebrano il trionfo della parola, che come «messaggi nella bottiglia», non hanno destinatario, sono missive che l’autore ha indirizzato «a un fermo posta sconosciuto».

Nel 2004 pubblica “Tristano muore, lungo monologo di un ex partigiano in agonia: raccontando la propria vita ad uno scrittore da lui appositamente convocato, Tristano (il nome è un omaggio al personaggio leopardiano delle Operette morali) rievoca contraddizioni e lacerazioni di fronte alla guerra, alla politica, alla vita.

Ma queste sono solo alcune delle opere di Tabucchi che si considera scrittore solo in un senso ontologico, perché dal punto di vista esistenziale è felice di potersi definire “professore universitario”.

La letteratura per Tabucchi non è una professione “ma qualcosa che coinvolge i desideri, i sogni e la fantasia“.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *