CRISI, DOSSIER SULLE AZIENDE: A RISCHIO MIGLIAIA DI POSTI

Sul tavolo della task force regionale per il lavoro sono aperti cinquanta dossier che raccontano la mappa delle crisi aziendali che hanno colpito la Puglia. In quei dossier “ballano” quattromila posti di lavoro. Dalla Cgil, il segretario regionale Gianni Forte conferma. Ma avverte: “Quattromila al netto dell’involuzione che potrebbe assumere la crisi del mobile imbottito, perché se anche nel distretto del salotto la crisi picchierà duro, nel 2012 rischiamo di perdere diecimila posti di lavoro”.

La task force regionale incardinata nella Presidenza della Regione Puglia, si è trasformata in un gabinetto di guerra dove esperti, economisti, dirigenti regionali sono quotidianamente impegnati a trovare soluzioni alle crisi per salvare quanto più posti di lavoro possibili.

I dossier scottanti sono una trentina a fronte di un’altra trentina che, invece, sono stati risolti.

Oggi la situazione più complessa è quella della OM Carrelli di Bari, 280 lavoratori sul filo del baratro insieme ad altri 60 impegnati nell’indotto. La vertenza sembrava risolta: dai carrelli avrebbero fatto taxi ibridi con motore elettrico. Invece i nuovi investitori hanno frenato. Così quelli della Agile-Eutelia, nello stabilimento di Bitritto dov’era Getronics, tutti in cassa integrazione straordinaria in attesa che la Tbs subentri ai Landi.

Alla Franzoni Filati di Trani rischiano in 150 e a Miroglio di Ginosa il futuro di 250 operai è legato a un investimento di un imprenditore di Prato che non si concretizza.

Così per l’Adelchi a Lecce e Telperfomance a Taranto. “Ma se per alcune aziende, le ristrutturazioni o le riconversioni sono legate alle crisi di mercato – spiega Davide Pellegrino, il coordinatore della task force regionale – per altre, la chiusura è legata a scelte aziendali”. È il caso della Tecnimont di Brindisi che ha deciso di chiudere il centro di progettazione. Ed è così anche per la Ivro di San Severo, una multinazionale che faceva verniciature di alluminio e che ha lasciato 50 dipendenti in cassa integrazione per due anni. “Ora cominciano ad arrivare segnali preoccupanti anche dalle piccole imprese – osserva il segretario regionale della Fiom Cgil, Donato Stefanelli – molti sono con l’acqua alla gola perché ci sono messe anche le banche che non danno più credito, nemmeno di mille euro”.

E meno male che molti dossier sono stati chiusi positivamente. “In alcune aziende come Magneti Marelli e Getrag un grosso lavoro di mobilità è stato già fatto – spiega dalla Fim Cisl, Gianfranco Micchetti – e per alcune realtà sarà più semplice arrivare al 2013, anno in cui si prevede una lenta ripresa. Ma ho l’impressione che nel 2012 ci saranno più ammortizzatori del 2011”. Solo nel settore metalmeccanico, in provincia di Bari, in 17 aziende c’è la cassa integrazione ordinaria, sette quelle con lavoratori in mobilità, per cinque imprese sono scattati gli ammortizzatori in deroga, in otto aziende c’è la cassa integrazione straordinaria, in altre sette imprese i lavoratori hanno sottoscritto contratti di solidarietà.

“Quando la crisi colpisce, al Sud picchia più duro – osserva Forte – e da quando è scoppiata la crisi nel 2008, in Puglia abbiamo perso cinquantamila posti di lavoro che solo in parte abbiamo recuperato. In Puglia – aggiunge – abbiamo non meno di 10mila persone in mobilità o in deroga da dieci anni. Altro che di licenziamenti facili c’è bisogno! Quando non c’è crescita e vieni licenziato – conclude il segretario della Cgl – sei fuori e basta. E ricordo che stiamo parlando di persone”.

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