IN RICORDO DI TONINO GUERRA

La farfalla

“Contento, proprio contento

sono stato molte volte nella vita

ma più di tutte quando

mi hanno liberato in Germania

che mi sono messo a guardare una farfalla

senza la voglia di mangiarla.”

Non un poeta, ma il poeta o un “enorme poeta” come lo definisce Pedro Almodovar. Il grande pubblico conosce Guerra per la sua attività nel campo del cinema, legata a tanti registi celebri e a tanti capolavori, o addirittura per la sua presenza in memorabili spot pubblicitari, da quello sul Sangiovese di Romagna a quello in cui la sua voce eloquente e suadente esclama che “l’ottimismo è il profumo della vita”.

Nel 1920 Guerra conosce la prigionia in un campo di concentramento tedesco, emigra a Roma, frequenta la Russia dopo il secondo matrimonio con Eleonora Kreindlina, che gli porta in dote la musica della poesia di quel Paese, e infine ritorna alla campagna, a Pennabilli, nel Montefeltro, dove trascorre i suoi ultimi anni fecondi in così tanti campi che qualcuno l’ha definito uomo del Rinascimento.

Senza mai cessare il rapporto con il cinema, lavora anche per la prosa e la poesia.

Tonino Guerra è stato un poeta nella vita, e forse per questo ha scelto per andarsene il primo giorno di primavera, quando nel mondo la poesia si celebra con una festa.

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