LA VERITA’ SU EMANUELA ORLANDI

Sono passati quasi trent’anni da quel 22 giugno del 1983, ma  è ancora mistero sulla scomparsa di Emanuela Orlandi che, come tutti ricorderanno, scomparve  vicino la Basilica di Sant’ Apolinare a Roma dove è stato seppellito nel 1990 Enrico De Pedis, il principale indagato in questa vicenda.

Il mistero si fa sempre più fitto, soprattutto grazie ai silenzi del Vaticano.

Incessantemente continua a combattere il fratello Pietro che proprio ieri  ha dichiarato: “Un uomo mi ha avvicinato agli inizi di marzo e mi disse: Tu, la persona che fece salire in macchina tua sorella Emanuela la conosci bene. Chiedi a Sabrina Minardi, che su quella macchina c’era”.

Sabrina Minardi è l’ex amante di Enrico De Pedis, il boss della Magliana detto «Renatino». Nel 2008 la Minardi fece delle rivelazioni sul caso Orlandi, collegando il rapimento alla banda della Magliana e affermando che Emanuela sarebbe stata uccisa.

Ma il vero problema di questa vicenda sono i troppi silenzi dello Stato del Vaticano che, da troppo tempo, tace. Per questo motivo Pietro Orlandi ha lanciato da qualche tempo una petizione al Papa con una raccolta di firme.

Di seguito il testo integrale:

“Santità,
mi rivolgo a Lei nella sua duplice veste di capo di Stato e di rappresentante di Cristo in terra per chiederLe di porre in essere tutto ciò che è umanamente possibile per accertare la verità sulla sorte della Sua connazionale Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983.

Il sequestro di una ragazzina è offesa gravissima ai valori religiosi e della convivenza civile: a Emanuela è stata fatta l’ingiustizia più grande, le è stata negata la possibilità di scegliere della propria vita.

Confido in un Suo forte e ispirato intervento perché, dopo 28 anni, gli organi preposti all’accertamento della verità (interni ed esterni allo Stato Vaticano) mettano in atto ogni azione e deliberazione utili a fare chiarezza sull’accaduto.

Un gesto così cristiano non farebbe che dare luce al Suo altissimo magistero, liberando la famiglia di Emanuela e i tanti che le hanno voluto bene dalla straziante condanna a un’attesa perenne.”

L’unica modalità per aderire all’appello, il cui primo firmatario è Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, è quella di inviare una mail (senza passare da altri siti) all’indirizzo:  petizione.emanuela@libero.it, precisando: “Aderisco alla petizione a papa Benedetto XVI per la verità su Emanuela Orlandi”
e specificando: NOME E COGNOME, INDIRIZZO E CITTA’ DI RESIDENZA, NUMERO DI TELEFONO, PROFESSIONE ED EVENTUALE COMMENTO

 



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