LA PUGLIA VS TRENITALIA: NUOVI TAGLI DA GIUGNO

La Regione Puglia lancia un monito a Trenitalia, a seguito dell’annuncio degli ulteriori tagli ferroviari che interesseranno il territorio regionale dal prossimo Giugno, specie nella direttrice adriatica.

L’assessore alla Mobilità, Guglielmo Minervini, e il Presidente Nichi Vendola predispongono, così, il dossier ‘Ricucire l’Italia. Le zone d’ombra del servizio ferroviario nazionale”, al fine di sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni ad affrontare un problema,che diviene giorno dopo giorno più serio.

Con questo dossier – afferma Minervini intendiamo indicare le disparità del servizio offerto per le tratte Lecce-Bari verso Roma o Milano, in confronto ad altre linee del centro-nord. La riduzione dei servizi è del 40 % per la tratta adriatica, ben il 50% per la direttrice tirrenica dalla Calabria e dalla Sicilia e solo dell’1% per le zone centro-settentrionali. Il ministro dello Sviluppo economico Passera, a cui abbiamo esposto la gravità della situazione, si è dichiarato disponibile al confronto, impegnandosi a creare un tavolo entro marzo, ma ciò non è avvenuto. La questione riguarda l’intera politica ferroviaria nazionale”.

E pensare che solo qualche tempo fa era stato annunciato un irrisorio potenziamento della linea notturna (solo ulteriori due treni), a mo’ di risarcimento per il generale taglio ai trasporti. “Una proposta irricevibile”, hanno commentato Vendola e Minervini.

Superata, quindi, la possibilità di un dialogo costruttivo con Trenitalia e decorsa, senza esito, la scadenza di marzo entro la quale il ministro alle Infrastrutture, Corrado Passera, avrebbe dovuto affrontare il problema in un’apposita tavola rotonda,la RegionePugliagrida all’allarme.

“Il nostro primo obiettivo – spiega Vendola – è sapere dal ministro in che tempi intende rimediare al danno procurato al Mezzogiorno. Vogliamo un crono-programma preciso per trovare soluzioni prima dell’estate, quando entrerà in vigore il nuovo orario. Non ci accontenteremo di risposte che appartengano alla logica della dilazione che sta diventando il modus operandi di questo governo. D’altronde, la ferrovia sulla dorsale adriatica è stata la prima opera pubblica dopo l’unità d’Italia. È singolare che oggi, nell’anno delle celebrazioni per i 150 anni, Trenitalia se ne sia dimenticata”.

La mobilità ferroviaria è, di fatto, spaccata in due, in quanto le linee al Nord funzionano e, anzi, vengono costantemente potenziate.

Il Presidente Vendola, l’Assessore Minervini e tutti i “poveri viaggiatori” attendono le dovute risposte.

di Simona Attollino

Foto: AGPhoto sul sito bari.repubblica.it

 

 

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