NULLO IL MATRIMONIO “RIPARATORE”

La Suprema Corte di Cassazione dice “no” alle nozze riparatrici.

Così, con sentenza n. 5175/2012, il Giudice del leggi ha rigettato il ricorso di una donna avverso una decisione della Corte di Appello di Napoli, che aveva delibato la sentenza di nullità matrimoniale resa dal competente Tribunale ecclesiastico.

Quest’ultimo, in effetti, aveva motivato la nullità sull’esclusione di uno dei cosiddetti “bona matrimonii”, ovvero l’indissolubilità da parte del marito, mai palesemente manifestata alla donna. L’uomo era stato, così, costretto alle nozze per riparare all’imminente nascita di un figlio.

Oggi la Cassazione ratifica il percorso motivazionale della Corte di Appello, confermando la circostanza che la scelta matrimoniale fosse stata determinata dall’intento di riparare all’errore commesso, ovvero il concepimento del figlio, anche da parte della donna e non dall’intento della medesima di vivere “con il marito per tutta la vita”.

Ciò, secondo la Cassazione “costituisce un ulteriore dato che fa presumere la consapevolezza” della donna “della riserva mentale” del marito in merito al matrimonio.

Inoltre, la durata breve della convivenza matrimoniale (solo 10 mesi) e l’abbandono de tetto coniugale facevano verosimilmente presumere che la coppia aveva deciso di convolare non proprio a “giuste nozze”.

Insieme nella buona e nella cattiva sorte? Purchè ci si ami davvero.

di Roberta Cupertino e Simona Attollino

Foto: blitzquotidiano.it

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