MEDICI SPECIALIZZANDI IN PROTESTA

Negli scorsi giorni abbiamo assistito alle nuove proteste per le manovre dei nostri governanti.

È il “Governo delle scelte”, lo sappiamo. Ma che almeno queste siano razionali, moderate ed essenziali.

La pensano come noi anche i giovani medici specializzandi e dottorandi di ricerca, in protesta per scongiurare la minaccia di una piccola norma, che avrebbe potuto provocare grandi stangate.

Si trattava di un emendamento al disegno di legge sulla Semplificazione fiscale, già passato in Senato, il quale prevede l’applicabilità dell’Irpef a coloro i quali percepiscono borse di studio. In tal modo, sarebbero stati tassati tutti gli importi superiori agli 11.500 euro all’anno, tra cui, appunto, i loro.

A rischio non solo i medici in formazione (circa 25 mila in Italia), ma anche i  dottorandi di ricerca di tutte le facoltà. “Zero garanzie e scarsi diritti”, reclamano i giovani studiosi.

Federspecializzandi, l’ associazione più rappresentativa, ha più volte sollecitato il Governo affinché abrogasse il comma sotto accusa: “L’ applicazione della tassa non è accettabile – si difendono – il compenso economico del medico non strutturato subirebbe una botta insostenibile”.

Per Francesco Vitucci, leader di Adi, Associazione dottorandi italiani, è una tassa senza ragione perché “per lo Stato gli introiti sarebbero ridicoli”.

Ma al di là degli effetti economici, mi pare opportuno sottolineare che l’ aspetto peggiore sia il fatto che vengono colpiti i giovani, proprio loro che erano i protagonisti delle promesse dei governanti.

Stiamo parlando dei futuri ricercatori italiani! Non dobbiamo stupirci se poi sono proprio loro a decidere di andare all’estero a lavorare: è certamente più gratificante.

Finalmente ieri l’emendamento è stato discusso in Commissione Finanza, che lo ha stralciato.  Nonostante ciò,  i medici specializzandi, con dottorandi, ricercatori e borsisti, non abbassano la guardia: il timore è che la norma possa riaffacciarsi tra qualche mese.

“Siamo in vigile attesa, pronti ad altre proteste e rimostranze qualora nuove nubi dovessero calare sui nostri orizzonti”, avvertono.

Foto: roma.today.it

di Simona Attollino

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