SAN NICOLA E LE STORIE DELLA SUA VITA

Risale al Tredicesimo secolo la tempera su tavola dipinta da un ignoto pittore pugliese,  esposta in Pinacoteca Provinciale  a Bari e che racconta la vita del Santo festeggiato in questi giorni.

Al centro emerge il Santo a figura intera, in posizione frontale abbigliato con le vesti vescovili e omophorion  con croce che ricade sul davanti. Il Santo è in atteggiamento benedicente “alla greca” con la mano destra mentre, con la sinistra, regge il volume dei Vangeli. Ai lati del capo circondato dal nimbo, privo purtroppo della doratura originaria, spiccano le piccole figure del Cristo e della Vergine che porgono l’uno il Libro, l’altra l’omophorion, insegne tolte al Santo secondo la tradizione leggendaria a seguito della sua collera nei confronti di Ario (presbitero e teologo egiziano) durante il concilio di Nicea  nel 325 .

Tutt’intorno al Santo vi è una cornice composta da 16 scene narranti la sua vita ed i miracoli,  secondo un ordine di lettura da sinistra a destra e per registri, con particolare ricerca di corrispondenze ritmiche tra le coppie di scene.

Sul registro superiore troviamo allineati le scene che narrano: 1) la nascita di nicola; 2) Nicola educato dal vescovo di Mira; 3) il giovane Nicola lascia di nascosto tre borse di monete al padre di altrettante fanciulle che la povertà avrebbe destinato alla prostituzione; 4) il padre delle fanciulle riconoscente si prostra al Santo per ringraziarlo.

Sui quattro registri centrali seguono, da sinistra verso destra: 5) Nicola ancora laico  viene prescelto dai presbiteri della cattedrale come vescovo; 6) Nicola è consacrato sacerdote e vescovo; 7) ancora in vita, ma già in fama di santità, Nicola appare ai marinai di una nave minacciata dalla tempesta e seda le acque; 8 ) i marinai riconosciuto  il loro salvatore, si prostrano per ringraziarlo; 9) uno spirito diabolico, in veste di pellegrina, consegna ai marinai di una nave in partenza per Mira una fiala d’olio con la quale ungere le mura di quella chiesa; 10) il Santo appare ai marinai in alto mare ordinando di gettare in mare l’olio, che a contatto con lacqua prende fuoco svelando la diabolica macchinazione; 11) il vescovo di Mira, ancora in vita, interviene in difesa di tre soldati e li salva dalla morte; 12) tre generali, ricordando il miracolo, dal carcere invocano il Santo.

Sul registro inferiore, gravemente danneggiato :13)  San Nicola appare in sogno a Costantino ed Ablavio e salva i tre generali;  le lacunose  scene 14 e 15  probabilmente rappresentano le fasi che precedono la conclusione del ciclo, possibile che la n. 14 rappresenti la morte di Nicola; 16) il Santo, post mortem, nel giorno della sua festa, riporta miracolosamente alla famiglia il giovane Basilio, schiavo dei saraceni.

La tavola ha una cromaticità molto elegante e vivace: il giallo del campo centrale, una volta completamente dorato,   mette in risalto il bianco, il rosso ed il blu nei vari toni e ritmicamente ben alternati; gli spazi e le figure, i gesti che costruiscono il racconto sono affidati ad un segno sicuro e fluente, molto espressivo ma a tratti anche pesante.

Questo è il San Nicola nella sua rappresentazione artistica, il resto è tanta fede e tradizione.

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