COME PREVENIRE E CURARE LA LEISHMANIOSI CANINA

Con l’arrivo del caldo e della bella stagione è in agguato, per i nostri amici a quattro zampe, la  Leishmaniosi canina.

Questa malattia parassitaria, endemica in tutta la zona costiera del Mediterraneo soprattutto in Liguria, Toscana, Lazio, Sardegna, Puglia e Calabria, è causata da un protozoo, Leishmania Infantum, trasmesso agli ospiti vertebrati tramite la puntura di un flebotomo.

I flebotomi, minuscoli e voraci ematofagi, sono anche denominati pappataci;erroneamente sono identificati come piccole zanzare di colore chiaro, il loro volo è silenzioso e la loro puntura indolore.

Colpiscono con più frequenza al crepuscolo e nelle prime ore del mattino, da maggio ad ottobre.

La trasmissione non avviene direttamente da cane a cane o da cane a persona: il protozoo, per diventare infettante, deve prima compiere nell’ insetto parte del proprio ciclo biologico.

Quando, poi, viene trasmesso al cane, si insedia nei macrofagi (un tipo di globuli bianchi) nei quali replica e grazie ai quali si diffonde in tutti i distretti dell’organismo, in particolar modo a livello di linfonodi, fegato, milza e midollo osseo.

Il periodo di incubazione della leishmaniosi può variare da pochi mesi a circa 4 anni.

L a sintomatologia è molto ampia, caratterizzata da: ingrossamento dei linfonodi, lesioni cutanee, alterazioni del mantello (pelo opaco, forfora, alopecia intorno agli occhi), onicogrifosi (crescita abnorme delle unghie), anoressia, dimagrimento, epistassi, insufficienza renale, zoppie.

La vicinanza o il possesso di un cane infetto comporta un rischio epidemiologico per l’uomo del tutto irrisorio,visto che il protozoo non è infettante nella sua forma circolante presente nelle cellule del cane, lo è solamente dopo aver compiuto una trasformazione all’interno del flebotomo; per questo un cane ammalato non può infettare direttamente altri cani né tanto meno il proprio padrone, nemmeno se questo viene a contatto con il suo sangue.

Se nel cane la malattia ha spesso decorso grave ed esito infausto, nella persona dotata di un sistema immunitario adeguato, il parassita rimane solitamente relegato nella zona dove è stato iniettato e tutto ciò che la malattia comporta, è una lesione cutanea da cui il protozoo non è in grado di diffondersi nel sangue e scatenare la forma generalizzata.

La terapia non porta ad una guarigione vera e propria della malattia, in realtà cerca di  ridurre al minimo la replicazione del parassita e quindi la possibilità di trasmissione.

È importante, quindi,  tenere il proprio cane  in casa all’alba e al tramonto, utilizzare zanzariere a maglia fitta ed utilizzare repellenti ( collari e soluzioni spot-on) contro questi insetti.

Da poco è entrato nel mercato un nuovo vaccino che potrebbe proteggere i cani dalla malattia.

La  vaccinazione può essere effettuata nella maggior parte dei casi in cani  sopra i 6 mesi di età che non presentano malattie compresa la leishmaniosi canina.

 

Donatella Porzia, medico veterinario.

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