STALKING: L’ATTENZIONE CHE SI TRASFORMA IN OSSESSIONE

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.”

È quanto recita l’articolo 612 bis del nostro codice penale, che introduce nel nostro ordinamento il reato di stalking.

La norma, seppur in ritardo rispetto agli altri ordinamenti europei, arriva nel nostro con il D.L. 23.2.2009, n. 11, recante «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori».

Sono, infatti, centinaia le donne che quotidianamente in Italia sono vittime del reato di stalking. Un fenomeno, purtroppo, in grande crescita emerso proprio a seguito della nuova regolamentazione, che ha svelato i grandi e tristi numeri di questo fenomeno dalle dimensioni allarmanti.

 Il termine stalking ha origine anglosassone, to stalk, ovvero “fare la posta alla preda”  ed, infatti, l’autore del reato manifesta un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dalla predetta espressione: aspettare, inseguire e raccogliere informazioni sulla vittima e sui suoi movimenti in modo compulsivo ed assillante.

È evidente che il legislatore ha a cura non solo la libertà di autodeterminazione di ciascun individuo, ma anche il diritto alla salute psico-fisica, che potrebbe essere messa a dura prova da comportamenti patologici continuativi.

Numerose a livello nazionale sono le associazioni che sono sorte negli ultimi anni per informare e tutelare chiunque fosse vittima di molestie di tal fatta. Su tutte, “Doppia difesa”, associazione nata dall’incontro fra Michelle Hunziker, nota showgirl, e Giulia Bongiorno, avvocato penalista di grande fama, entrambe impegnate fortemente a sostegno di quanti abbiano subito discriminazioni, violenze e abusi.

Inoltre, per una prima assistenza, è stato anche attivato il numero gratuito antiviolenza 1522, in grado di mettere in collegamento diretto le vittime con le questure offrendo supporto psicologico e giuridico.

Foto: 100spiare.it

Di Simona Attollino e Roberta Cupertino

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