LA BATTAGLIA DEI LIBRI DI SWIFT

Cercando tra gli scaffali un autore da inserire nella sezione letteratura, mi è capitato tra le mani un libro che ho letto e studiato una decina di anni fa.

L’autore è uno dei massimi esponenti della scrittura di tutti i tempi, un gigante che fa sentire ancora oggi la sua rabbia furente, la sua roboante risata, la forza della sua straordinaria cultura.

Si tratta de “La battaglia dei libri” di Swift, un testo in cui l’autore  immagina una battaglia tra i libri antichi e moderni: plotoni di poeti e truppe di traduttori mercenari lottano senza tregua tra gli scaffali della Biblioteca di St. James.

È una satira in prosa in cui, descrivendo la battaglia, tra libri antichi e moderni, terminata con la vittoria dei primi, Swift interviene a favore degli scrittori antichi in una celebre controversia del tempo, che aveva opposto gli scrittori antichi ai moderni, suscitando in Europa  vivaci discussioni.

Una disputa fra Antichi e Moderni senza precedenti, un dibattito  intorno al primato della classicità sulla modernità che si fonda su basi antiche e profonde e risale al Medioevo ed è inerente alla condizione dell’Europa emersa dalla Latinità e agli espliciti richiami del Rinascimento alle proprie fonti antiche, ai propri modelli e ideali.

Nella sua brillante introduzione, George Steiner ricostruisce il contesto della querelle tra gli Antichi e i Moderni, mostrando come tra i lampi della prosa di Swift sia possibile reperire anche momenti di collera politica e sociale.

Fu il XVII secolo ad acuire i termini della questione. La polemica fra antichi e moderni acquistò nuova veemenza e calamitò l’interesse pubblico grazie a tre movimenti di carattere spirituale. Il primo fu il trionfale dispiegamento delle scienze post-galileiane e post-cartesiane. Se la natura “parlava” davvero il linguaggio della “matematica”, come sosteneva Galileo, quell’idioma, per quanto radicato nel genio di Euclide o di Archimede, era de facto in evoluzione, cioè radicalmente progredito rispetto alle più lungimiranti prefigurazioni dell’antichità classica. Con i Principia di Newton, e il conseguente sviluppo newtoniano e leibniziano del calcolo, si affermò nell’intera Europa letteraria il principio evolutivo della conoscenza umana, soggetta a rivoluzioni copernicane.

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