LA PAROLA AI SISMOLOGI

A parere di alcuni sismologi, il terremoto a grappolo che sta attraversando l’Italia continuerà ancora per molto.

Come ben sappiamo, nelle scorse settimane, l’Emilia Romagna è stata la regione più interessata, ma solo pochi giorni fa anche la zona sud-ovest dell’Italia è stata colpita da lievi fenomeni sismici.

Il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Stefano Gresta, nella conferenza stampa organizzata all’indomani del terremoto di magnitudo 5,8 nel modenese ha, infatti, dichiarato: “Sarà una sequenza sismica lunga, che potrebbe durare mesi o anni, con sequenze di magnitudo confrontabile alla scossa principale”. Greta ha aggiunto: “Dal punto di vista scientifico la sequenza rimanda a conoscenze passate”, dato che il terremoto è avvenuto in un’area che, se è vero che per centinaia di anni non ha visto terremoti, ha comunque dei precedenti storici disastrosi. Si pensi al terremoto avvenuto nella stessa area nel 1570, ricostruita poi solo nel 1905 ad opera del sismologo Mario Baratta.

In realtà, ferma restando la criticità della situazione in cui versano in queste ore gli emiliani e nonostante si accavallino i più diversi pareri degli esperti (talvolta non confortanti!), è certamente opportuno evitare ogni forma di ulteriore allarmismo. Girano, infatti, sui social network messaggi di preoccupazione anche per il Sud, in particolare Sicilia e Calabria, perché si teme che lo sciame sismico possa interessare anche quelle zone. Del resto, il fondamento scientifico di tali notizie non è ancora del tutto chiaro.

E la Puglia?

In realtà la nostra Regione è una delle poche con un basso grado di rischio sismico. Non mancano, tuttavia, reperti storici che testimoniano eventi disastrosi, che hanno interessato le città di Bari, Brindisi, Lesina e Barletta.

Inoltre, a causa della posizione geografica della Puglia, il rischio, più che altro, sarebbe connesso ai terremoti sottomarini, generati da faglie che si attivano sul fondale marino, ovvero gli tsunami.

Ad ogni modo, è ovvio che anche gli esperti non sono ancora in grado di prevedere con un alto grado di probabilità quando e se si verificheranno terremoti. Ed è proprio l’ignoto che ci spaventa.

Ma la paura è anche “istinto di sopravvivenza” e “forte desiderio di continuare a lottare”.

Chissà se anche dagli ultimi accadimenti italiani, non riusciremo a cogliere anche un segno di rinascita.

foto: lavoripubblici.it

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