ANTONIO BASSI, TUTTO IL CARISMA DI UNO SPASIMO

Antonio Bassi nasce a Trani nel 1889.  Figlio dello scultore Nicola, da giovanissimo compie il suo apprendistato a Roma, in Germania ed in Austria: la permanenza in questi centri definisce  i termini fondamentali di riferimento della sua arte negli anni di formazione (forti sono i richiami  a Gustav Klimt  e Franz von Stuck), che tra l’altro comprende un forte recupero della cultura classica.

I primi anni dell’attività di Antonio Bassi rivelano un costante tirocinio nel disegno del nudo ed una produzione grafica improntata su una stilizzazione ed astrazione delle linee di chiara  influenza della Secessione Viennese; l’adesione a questi stilemi  confluirà nella sua città natale, in particolare nelle due ampie vasche ubicate in piazza della Repubblica, realizzate in pietra di Trani.

Partecipa come ufficiale alla guerra del ’15-’18, ma nonostante l’esser stato gravemente ferito, invia una cospicua rappresentanza di lavori alla I Mostra d’Arte Pugliese allestita a Bari nel 1917. Tale produzione rivela l’adesione dell’artista, nei titoli  più che nelle forme e nei volumi, alla poesia simbolista.

Gli anni del conflitto modiale ispireranno moltissimo l’artista nella scelta dei soggetti, sempre più rappresentativi delle vittime sociali della guerra. La carriera di Bassi procede tra esposizioni e committenze pubbliche, passando per una fase di stagnazione creativa che lo porterà ad impegnarsi proficuamente nella realizzazione di cappelle funerarie, come conseguente e volontario allontanamento dai circuiti espositivi anche a causa di impegni assunti all’interno dell’azienda di famiglia.
Antonio Bassi muore a Trani nel 19645

Prima del 1922, esegue l’opera in gesso dal titolo “Spasimo“; immediata è la percezione di un dinamismo dirompente e del pathos accentuato dalla deformazione espressionista che rimanda ai tempi trascorsi in Germania. Un volto di donna emaciato e dolente, è ripreso di scorcio, trasfigurato in un urlo deformante di disperazione ed appare ghermito da una mano che l’artista riesce a tendere con grande abilità.
Più che alla tecnica ed alla composizione, questa scultura deve il suo carisma alla capacità di far fermare lo spettatore e lasciarsi letteralmente rapire dalla potenza di questo spasimo.

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