SPENDING REWIE E CITTA’ METROPOLITANE

Sotto i colpi della riforma a cui sta lavorando il super commissario Bondi dovrebbero scomparire alcuni enti ritenuti inutili. Una delle bozze al vaglio del Governo prevede la soppressione dal 1 giugno 2013, delle province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria e la loro trasformazione in città metropolitane.

Il territorio della città metropolitana coinciderà con quello della provincia soppressa. Gli organi delle città metropolitane saranno il consiglio e il sindaco metropolitani. I membri del consiglio sono eletti tra i sindaci dei Comuni dell’area.

Scettico appare il Presidente della Provincia di Torino Saitta che suggerisce che le “Province restino fino a scadenza naturale, e cioe’ fino al 2014, in modo da avere il tempo di organizzare le relative citta’ metropolitana cosi’ da evitare caos istituzionale e danni economici”.

Favorevole anche il Presidente della Provincia di Napoli Cesaro che pone in guardia dal rischio di ridurre la riforma ad una misura solo di spending review perchè se così fosse “non potrebbe innescare quel processo di sviluppo positivo del territorio insito nella Citta’ metropolitana. Ci auguriamo inoltre che venga pensato un ente con un disegno di area complessa, nel nostro caso non ‘Napolicentrico’, ma che porti uno sviluppo organico e beneficio a tutto il territorio. In molti casi e’ proprio la provincia a essere foriera di ricchezze e risorse a favore del capoluogo, di conseguenza – conclude – non si puo’ immaginare una periferia schiacciata dal capoluogo”.

Foto: wikipedia

Per quanto concerne la posizione del Presidente della Provincia di Firenze Giani egli sostiene “che la città metropolitana costituirà un ente dotato di poteri ben più stringenti della provincia, in quanto ad essa sono attribuite competenze come la pianificazione urbanistica e delle grandi reti infrastrutturali, il coordinamento dei servizi pubblici, la mobilità e la viabilità e la promozione dello sviluppo economico-sociale.
Personalmente penso che il sindaco metropolitano debba essere stabilmente quello del comune capoluogo, in modo da evitare antagonismi come purtroppo anche in tempi recenti si sono evidenziati con il presidente della Provincia, mentre la stessa persona a capo del Comune di Firenze e contemporaneamente della città metropolitana può offrire stabilità e decisa capacità di indirizzo.”

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