SHRIMP NET IN AFGHANISTAN

E’ iniziata il 27 giugno ed è tuttora in corso nell’area sud assegnata al Contingente italiano  l’operazione “Shrimp Net” (rete per gamberi).

L’operazione, come si apprende da fonti ufficiali dell’Esercito, coinvolge circa 3000 militari delle Task Force South East, Center e South costituite dal 1° reggimento bersaglieri, 19° reggimento Guide e 82° reggimento fanteria Torino, con il concorso di unità del 21° reggimento genio, del 4° reggimento alpini paracadutisti, del 185° reggimento acquisizione obiettivi, del 7° reggimento trasmissioni, di aerei italiani e della Coalizione, elicotteri della Task Force Fenice, velivoli a pilotaggio remoto e delle Forze di Sicurezza afgane.

L’operazione ha lo scopo di disarticolare la rete degli insorti nella zona sud della Provincia di Farah, a premessa della cessione del controllo del territorio del Gulistan alle autorità locali.

Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti e neutralizzati 25 ordigni esplosivi improvvisati e consistenti perdite sono state inflitte agli insorti, 7 dei quali sono stati arrestati dalla polizia afgana.

Nei mesi precedenti i nostri militari sono stati impegnati anche nelle operazioni :

“North Tour 2” che ha visto impegnati più di 650 militari italiani, spagnoli, statunitensi e afgani impiegati, che a bordo di 160 veicoli hanno percorso oltre 550 km attraversando 6 distretti nelle province di Herat e Baghdis. L’ operazione è stata condotta con successo dalla 2^ compagnia di manovra della Task Force Center, costituita sulla base dell’82° reggimento fanteria “Torino” che ha saputo, nel corso di due settimane rese particolarmente impegnative dalle condizioni climatiche e dal diffuso rischio di attacchi, distinguersi per preparazione e professionalità;

inaugurazione di una scuola nel villaggio di Ular, nel distretto afgano del Gulistan. Alla cerimonia, seguita dalla distribuzione di aiuti umanitari, oltre ai bambini del villaggio, hanno preso parte l’anziano di Ular, il signor Suleiman, e l’ingegnere responsabile della realizzazione della struttura, il signor Nasruddun. Il progetto, avviato dal reggimento “San Marco”, è stato portato a termine dal 1° reggimento bersaglieri dopo 5 mesi.
Il Comandante della FOB “Ice”, base operativa avanzata della Task Force South-East costituita su base del 1° reggimento bersaglieri ha poi visitato il villaggio di Paiandeh per verificare la corretta realizzazione di una pompa idrica, altro progetto portato a termine dagli uomini della Task Forces South East;

attività congiunte con le Forze di Sicurezza afgane (ANSF) del distretto di Bakwa mirate alla ricerca e bonifica di ordigni esplosivi improvvisati (IED). I bersaglieri della Task Force South East, la cui costituzione è basata sul 1° reggimento di Cosenza, ne hanno rinvenuti quattro a circa 4 chilometri dalla base operativa avanzata “Lavaredo”. Il ritrovamento è stato possibile grazie alle indicazioni dell’anziano del villaggio di Dewalak, massima carica del piccolo agglomerato, che ha comunicato il luogo in cui gli insorti avevano piazzato gli ordigni esplosivi, lungo uno degli itinerari percorsi dalle forze della coalizione durante le attività di pattugliamento. Gli ordigni sono stati fatti brillare sul posto dal personale specializzato del 21° reggimento genio di Caserta. L’episodio testimonia la riacquistata fiducia della popolazione locale nelle Forze di Sicurezza e nelle istituzioni afgane.

Queste sono solo alcune delle numerose attività che quotidianamente vedono impegnati gli uomini e le donne del nostro contingente che a prezzo di enormi sacrifici svolgono una impareggiabile attività di supporto alla popolazione afghana. La loro professionalità, acquisita attraverso anni di duro addestramento, permette di assolvere a pieno i molteplici e variegati impegni che una Missione Militare Internazionale deve fronteggiare spaziando dalle attività a più marcata connotazione combat fino a quelle di assistenza umanitaria e di ricostruzione.

A loro e ai loro comandanti va il plauso e il riconoscimento per un lavoro oscuro e costante che viene svolto senza soluzione di continuità lontano dai riflettori e che solo il sorriso dei bambini afghani può spiegare e ricompensare. Ai militari caduti nell’adempimento del dovere e alle loro famiglie va invece il nostro deferente saluto e la testimonianza attraverso questo articolo e gli altri che lo hanno preceduto e che lo seguiranno che noi non li dimenticheremo mai!

Foto: famiglia cristiana

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