INTERCETTAZIONI TROPPO COSTOSE

Uno studio dell’Eurispes su dati del Ministero della Giustizia rivela numeri da capogiro: ogni anno vengono eseguite 181 milioni di intercettazioni. Dal 2006 al 2010 il numero di “bersagli” intercettati è cresciuto del 22,6 % e con esso logicamente anche la bolletta telefonica.

Nel mese della spending review si torna, quindi, a riflettere sugli sprechi della Pubblica Amministrazione e viene naturalmente in evidenza il tema delle intercettazioni telefoniche, non nuovo nel dibattito politico nazionale.

D’altra parte, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, nel suo rapporto sulla spesa pubblica, aveva già palesato la necessità di “radicali interventi di riqualificazione e riordino” in materia di intercettazioni che, allo stato, “incidono per oltre il 40% del totale delle spese di giustizia”.

Ormai desueto, ad esempio, risulta il tariffario delle “prestazioni obbligatorie”, operazioni imposte agli operatori telefonici per l’attivazione dell’ascolto e del trasferimento del segnale alle Procure. Inoltre, la spesa per il noleggio degli apparecchi telefonici, sempre secondo il Rapporto, comporterebbe “diseconomie di scala e prassi molto diverse a seconda delle Procure interessate”.

Intanto, con il via libera della Camera al decreto legge sulla spending review, il taglio delle risorse economiche destinate alle intercettazioni sale a 25 milioni. Che si tratti di una buona occasione per fare di necessità virtù?

A cura di Roberta Cupertino

Foto: ilsecoloxix.it

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