FUTURISMO DI NOTTE…EMILIO

Sangue veneto, nascita pugliese, adolescenza irpina, giovinezza fiorentina, maturità napoletana: Emilio Notte deve forse anche a questa sorta di erranza il nutrimento del suo sguardo pittorico.

Emilio Notte nasce il 30 gennaio 1891, da genitori veneti giunti a Ceglie Messapica perché suo padre, Giovanni Notte, Ricevitore del Registro, era stato inviato a reggere il locale Ufficio. Da Ceglie, i Notte si trasferirono a Lagonegro, Serino e Bovino, dove Emilio frequentò le ginnasiali; a Sant’Angelo dei Lombardi dove, invece, frequentò il locale liceo.

Risale a questo periodo il suo interessamento alla pittura e dipinge tutto quello che vede, da portoni a stemmi gentilizi, da ritratti a paesaggi, dimostrando una abilità innata. Il padre, colpito dalla maestria del proprio figliolo, lo accompagna a Napoli presso lo studio di Vincenzo Volpe, Direttore dell’Accademia di Belle Arti. I lavori presentati a Volpe ebbero un’accoglienza straordinaria, tanto che, Notte lasciò gli studi liceali e si trasferì a Napoli, accompagnato da una sorella della madre e prese in affitto un paio di stanzette ai Guantai, alle spalle di Toledo. E’ il 1906, e Notte ha appena 15 anni. Resta a Napoli poco più di un anno, perché un nuovo trasferimento portò il genitore a Prato nel 1908. E’ in questa città che si sviluppa veramente l’arte pittorica del promettente artista. Prato vuole dire il contatto con l’ambiente fiorentino, ma, soprattutto, l’incontro con la pittura di Filippo Lippi e il ciclo degli affreschi absidali nel duomo. Si iscrisse, quindi, all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1906.

Durante la stagione fiorentina, fra i maestri ebbe Aristide Sartorio, frequentò lo studio di Fattori che, per primo, lo iniziò alla conoscenza dei nuovi movimenti pittorici europei. Dal 1912, partecipò al gruppo futurista. A Firenze, con Lucio Venna, firmò il manifesto sul “Fondamento Lineare Geometrico”, documento non di enunciazione generiche o velleitarie, ma di contenuti chiari e concreti che, in avvenire, saranno alla base dell’impianto di tutte le sue pitture. A cause del Primo Conflitto Mondiale ebbe nel percorso artistico dolorose interruzione. Dipinse opere di capitale per lo sviluppo e l’affermazione della sua personalità già vicina alla piena maturazione. Il soggiorno a Venezia, nel dopoguerra, fu un intermezzo di nuove esperienze a contatto dei capolavori presenti nella Serenissima. Subito dopo, riprese il cammino assieme ai compagni futuristi. Il periodo romano, durante il quale, vinse, nel 1922 il Pensionato Nazionale, che segnò, comunque una sosta nel suo lavoro.

Al suo arrivo a Napoli nel 1929, questa non gli apparve più come il centro che aveva visto al suo primo incontro. L’impatto di Notte con l’ambiente culturale napoletano fu molto violento. Era stato designato alla cattedra di pittura ma, incontrò tante difficoltà che fu costretto a ripiegare su quella di decorazione. Notte diede subito battaglia, assunse per assistente un architetto e indirizzò gli alunni alle esperienze anche le più audaci e temerarie. Era abituato a combattere vecchie concezioni artistiche ma anche sociali, perché aveva alle spalle un bagaglio di conoscenze che gli permettevano di gareggiare, con i maggiori esponenti della cultura dell’epoca. In contrasto con questo mondo, Notte inizia anche la sua militanza politica nel PCI. Le disavventure napoletane, l’amarezza di tanti anni di lotta non lo fanno recedere, ed infatti, rimane a Napoli sino alla morte, insegnando all’Accademia, di cui fu anche direttore, sino al 1963, anno di collocamento in pensione.

Emilio Notte, Professore all’Accademia, maestro di varie generazioni di pittori, da quella di Mario Colucci ai giovani del gruppo ’58, annovera anche fra i suoi allievi persico, Del Pezzo, Fergola, Biasi Alfano, De Ruggiero ed altri. Sempre legato alla sua città natale, le volle testimoniare il suo affetto, donando al Comune di Ceglie, per costruire una Galleria d’Arte Moderna che porta il suo nome, alcuni dei suoi dipinti più famosi. Suoi quadri si trovano in Musei e Gallerie nazionali ed internazionali.
Emilio Notte muore a Napoli il 7 luglio 1982.

 

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