RISIKO POLITICO: TREMONTI LASCIA IL PDL

Ad una signora che gli chiedeva di firmare una copia del suo ultimo libro e che chiosava «professore, lei deve fondare un partito!», ha risposto in sua vece il riservatissimo Gianni Letta, presente all’evento: «Ma guardi che lo sta già fondando…».

Questo il retroscena svelato dal Corriere della Sera che per primo ha dato la notizia del grande divorzio tra l’ex super ministro e il pdl. Poi è stato un susseguirsi di link, tweet, post ecc. tutti che riportavano la notizia: Tremonti lascia il Pdl e si appresta a fondare un suo nuovo partito o movimento politico.

Pare quindi che le grandi manovre siano iniziate, il risiko estivo entra nel vivo e il primo big a fare la sua mossa è stato l’uomo che per anni ha tenuto ben stretti i cordoni della borsa duellando addirittura con il divino Silvio dal quale alla fine è arrivato il divorzio. Questa manovra pone un dubbio inquietante : è l’inizio dell’esplosione del PdL è il segnale del rompete le righe a destra? E’ questo il preludio ad altri abbandoni eccellenti primi fra tutti Pisanu e Scajola o saranno gli ex AN i primi a mollare?

Nel frattempo con un tempismo che ha dell’incredibile nel giorno dell’anniversario della morte di Alcide De Gasperi, a Trento si sono riuniti i protagonisti delle manovre per il grande centro: Raffaele Bonanni, leader della Cisl; il ministro della cooperazione, Andrea Riccardi; il presidente della Acli, Andrea Olivero e il presidente della provincia di Trento, Lorenzo Dellai. I primi due in realtà negano di volersi candidare alle prossime politiche ma intanto si sono riuniti decretando il fallimento del bipolarismo ha fallito bollandolo come rissoso e incocludente e foriero di disastri per il Paese.

Il tutto in attesa che, con la convention dell’Udc di settembre, Casini che da mesi tesse in gran segreto la tela sveli i suoi piani. Nonostante siamo solo alle prime mosse una cosa appare certa se Monti bis sarà avrà nel nascituro Partito della Nazione il suo sponsor principale.

E Monti? Ospite alla convention di Cl suona la carica e parla di fine del periodo di crisi, interviene sull’ipotesi di riforma delle intercettazioni ma senza forzare sul braccio di ferro con la magistrature ed infine lancia un appello ai media affinché si finisca col definire gli evasori come “furbetti”.

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