NEI SECOLI INFEDELE

Le storie di degrado, di criminalità esprimono di per se un alto tasso di amarezza legato alla consapevolezza dell’incapacità dello Stato di essere efficace. Questa palese inefficienza di cui il tasso di criminalità è l’indicatore più evidente diventa ancora più intollerabile se, come nel caso di Lucera, ad esserne protagonisti sono gli stessi uomini che dovrebbero rappresentare lo Stato.

Lascia tutti sgomenti l’aver appreso che 4 carabinieri avevano scelto la parte sbagliata della barricata, che militavano nelle fila non della benemerita ma di un clan criminale colpevole di numerosi atti criminali che vanno dalle estorsioni ai negozianti fino all’omicidio di un affiliato a un clan rivale.

Ma se da questa sconfitta escono pesante mente provati i cittadini e le istituzioni forse i più danneggiati, insieme alle vittime, dalla loro azione criminale sono i colleghi. Sono quelle donne e quegli uomini che ogni giorno sulle strade rischiano la loro vita e sacrificano la loro vita privata in nome di un ideale, in onore del giuramento di fedeltà che hanno prestato.

E allora ben vengano queste epurazioni, ogni cesto ha le sue mele marce e ogni albero necessita di una potatura stagionale l’importante è salvare il raccolto ed evitare la banalizzazione del fare di tutte le erbe un fascio.

Ci sono anche quattro carabinieri in servizio a Lucera tra le persone – in tutto 16 – arrestate oggi nel foggiano. I carabinieri arrestati svolgevano ‘funzioni di appoggio’ a un gruppo criminale, dedito alle estorsioni ai negozianti, gruppo che avrebbe anche compiuto l’omicidio del componente di una banda rivale. Le ordinanze – 15 in carcere ed una ai domiciliari – sono state eseguite dagli agenti del Commissariato di Lucera della Polizia e dai carabinieri di Foggia.

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