EMILIANO ABBANDONATO: MANCA ANCORA IL NUMERO LEGALE

Manca ancora una volta il numero legale per la prosecuzione dei lavori al Comune di Bari e la tegola cade a pochi giorni da un’altra sospensione  dovuta sempre a beghe interne alla maggioranza. Venerdì scorso, infatti, il rompete le righe è arrivato dopo solo pochi minuti per la defezione dei consiglieri delle liste IDV, API. Moderati per Emiliano mentre ieri, a causare la sospensione sono stati i membri della Lista Emiliano.

La risposta del sindaco è stata immediata e vede un Emiliano ovviamente furibondo convocare nella sua stanza tutti i consiglieri comunali della sua maggioranza cercando di riprendere il bandolo di una matassa sempre più ingarbugliata.

All’ordine del giorno, come ricorda Marcello Gemmato, era prevista la discussione sul riordino del bilancio. Il vice coordinatore cittadino del Pdl presente ai lavori in qualità di consigliere comunale incalza il sindaco sostenendo: “stasera avremmo dovuto parlare del riequilibrio del bilancio, atto obbligatorio così come previsto dal testo unico degli enti locali. Cosa succederà ? E’ presto per dirlo, probabilmente il sindaco subirà una diffida da parte della Prefettura, poi vedremo. Il dato politico è che Emiliano è impegnato per farsi candidare alla presidenza della Regione Puglia, ed ha abbandonato Bari ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.”

Sulla stessa lunghezza d’onda è il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, coordinatore cittadino Pdl grande Città di Bari che inchioda Emiliano senza lasciarli alcuna via d’uscita: “errare è umano, perseverare è diabolico. Quando poi questo perseverare nell’errore va a discapito della collettività è imperdonabile. Nel giro di tre giorni, la maggioranza al Comune di Bari ha dimostrato la propria incapacità a gestire le risse interne, facendo mancare ancora una volta il numero legale in aula, con l’uscita dei consiglieri nientemeno che della lista del Sindaco. Non è bastato neanche l’inedita minaccia di sospensione propugnata l’estate scorsa da Emiliano a carico di tre suoi assessori a rimettere ordine in una maggioranza che con tutta evidenza non esiste più. Il re è nudo e non può continuare a farlo pesare alla città.  C’è solo una parola che abbia davvero senso adesso: dimissioni. Subito. Il centrosinistra e il non-governo Emiliano restituiscano ai cittadini baresi la possibilità di ritrovare nella buona amministrazione e nella buona politica il rilancio di una Città che non merita questa distruzione”.

 

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