FACOLTA’ ADDIO. L’ATENEO BARESE CAMBIA VOLTO

Il processo di trasformazione dello storico Ateneo barese è più che mai inarrestabile.

Sono stati eletti pochissimi giorni fa i Direttori che guideranno i nuovi Dipartimenti, non più Facoltà.

Il nuovo statuto dell’Università “Aldo Moro” prevede, infatti, una riduzione dei dipartimenti, che sono passati da 60 agli attuali 24 e l’introduzione della figura dei direttori, al posto dei “vecchi” presidi.

Numerose le riconferme: il Prof. Roberto Perrone resta alla direzione di Farmacia, così come il Prof. Massimo Di Rienzo, eletto preside poco più di un anno fa a Giurisprudenza. Stesso incarico anche per il Prof. Vittorio Dell’Atti, che resta alla guida del dipartimento di Studi aziendali e privatistici (ex Economia).

Questi, invece, gli altri nomi: Mariano Rocchi a Biologia, Maria Svelto a Bioscienze, biotecnologie e scienze farmacologiche, Francesco Fracassi a Chimica, Luigi Masella a Filosofia, letterature e scienze sociali, Anna Maria Fanelli a Informatica, Antonio Uricchio alla sede di Giurisprudenza di Taranto, Domenico Mugnolo a Lettere, lingue e arti, italianistica e culture comparate; Francesco Altomare a Matematica, Canio Buonavoglia a Medicina vetrinaria, Giacomo Scarascia Mugnozza a Scienze agro ambientali e territoriali; Teodoro Miano a Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti, Piefrancesco Dellino a Scienze della terra e geoambientali; Giulio Fenicia a Scienze economiche e metodi matematici, Umberto Carabelli a Scienze politiche, Gabriella Serio a Scienze biomediche e oncologia umana, Salvatore Nuzzo a Fisica ed infine Michele Battaglia al dipartimento Dell’emergenza e dei trapianti di organo, Gianfranco Lapadula a Interdisciplinare di Medicina e a Piero Totaro a Scienze dell’antichità e del tardo antico.

 Così, subito dopo le elezioni, il Rettore Corrado Petrocelli lancia un monito ai neo insediati: “La cosa importante – afferma – è sapere che verremo tutti giudicati per la produttività sulla ricerca e sulla didattica. L’impegno di tutti deve essere quello di produrre standard accettabili su entrambi i fronti”.

Ma non finisce qui.

A breve sarà la volta dell’approvazione del regolamento didattico. Il Rettore, infatti, spiega: “il nuovo regolamentoci consentirà di definire le modalità con cui i singoli corsi afferiranno ai dipartimenti. Ovviamente sarà necessario un periodo di transizione in cui si verificheranno anche dei problemi. Ma sarà solo una questione di tempo. Quando tutto entrerà a regime, l’Università funzionerà in maniera più organica, ma soprattutto potremo meglio monitorare le attività di ricerca e di didattica. Chiediamo quindi un pò di pazienza agli studenti per verificare l’efficienza dell’intero sistema”.

Non resta, quindi, che auspicare che le parole del Magnifico possano essere seriamente messe in pratica, così come (forse) è stato fatto sino ad ora e anche meglio.

 foto: al seggio elettorale da corrieredelmezzogiorno.it

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