DAL CAIMANO ALLE CAYMAN

Che succede a sinistra? Ora che non c’è più il Caimano di Arcore in grado di tenerli tutti uniti appassionatamente contro, fanno a gara a chi si insulta prima. I sondaggi li danno favoriti alle elezioni prossime venture. Sempre ammesso che la bancocrazia Ue conceda ai cittadini l’uso del voto. Ma state pur certi che se lo faranno, cercheranno di farlo con una legge elettorale farlocca che favorisca i loro servi, sbarrando sul nascere ogni “partito indipendentista”, già marchiato di infamia a priori (la famosa “deriva populista”, sic!). Eppure i post-compagnucci si agitano, litigano, si dividono, si insultano a distanza. In alcuni casi, si querelano. Si rinfacciano le reciproche liaisons dangereuses con la finanza e sembrano lo slogan di un detersivo: la tua camicia è più sporca della mia.

Sentite cosa dice Bersani, sui presunti sponsor che starebbero dietro a Renzi, il rottamattore (“Io credo che qualcuno che ha base alle Cayman non dovrebbe permettersi di dare consigli. Non lo dico per Renzi ma in generale: l’Italia non si compra a pezzi”. Bersani, da Ginevra, attacca sulla cena tra il sindaco di Firenze e esponenti della finanza lombarda. Banditi?”Banditi tra virgolette, certa finanza non è trasparente” (fonte Ansa attraverso Dagospia).
Dunque siamo a una strana resa dei conti: dal Caimano alle Cayman.

Ma guardate un po’ Bersani che si sveglia solo adesso nel constatare che l’Italia è indebolita e viene svenduta a “tocchi”: avevamo un patriota identitario, e non lo sapevamo! Pietro Ichino (il giuslavorista del Pd), rintuzza lui e D’Alema lasciando intendere che imprenditori, banche e fondazioni bancarie, sono stati fino a ieri i buoni sponsor del Pd, e che è inutile fare del moralismo dell’ultima ora. Il problema è quello del rampantismo. Un tempo dentro l’apparato burocratico del PCI era bandito per ideologia. Oggi viene promosso e incoraggiato. E allora se c’è chi ha già “scalato” (ricordo anche l’episodio del Britannia con Occhetto) poi non si può lamentare se un baldo giovincello fiorentino, ora vuole “scalare” a sua volta e magari, superare, dato che fa parte del gioco. Sì, perché ormai chi è senza banca (ricordate Fassino, col suo habemus bancam?) scagli la prima pietra.

Vorrei aggiungere qualcosa sulle tanto decantate “primarie” che ora vengono utilizzate anche da quel che resta del centrodestra e pure dalla Lega “maronita”. Le primarie si fanno all’interno di una repubblica presidenziale (vedi USA) per scegliere un candidato tra i candidati presidenti e creare un’eliminatoria interna, basata su un’estrema competizione individualistica fra contendenti . Non per un leader di schieramento politico. Della serie, come fare a scimmiottare gli americani tanto per farsi un restyling pseudodemocratico.

Concludo con questa lucidissima riflessione di Ida Magli nell’articolo “Un popolo odiato”, sulla sinistra.
La sinistra appare meno disastrata della destra semplicemente perché la marcia verso l’internazionalismo, verso il primato economico-finanziario nella gestione del potere, verso l’annullamento dello stato nella solidarietà con in popoli di tutto il mondo è, fino dalle origini, la sua meta ideale. Da lì scaturisce l’eccesso di baldanza e al tempo stesso le esitazioni che in questo momento esibiscono i partiti dato che probabilmente non si erano accorti di aver completato il percorso nel momento in cui, con gesto concreto ma anche altamente simbolico, è stato un presidente della repubblica comunista, chiamando l’Europa, a sventolare la bandiera del traguardo vittorioso. La sinistra è giunta impreparata, infatti, davanti a una situazione di cui le era sfuggito il significato anche se l’ha sempre desiderata e ha lavorato incessantemente per realizzarla: un’Europa marxista, dominata dall’economia, molto simile alla Russia bolscevica. Passetto dopo passetto l’arma della “uguaglianza” ha eliminato tutte le differenze, e dunque tutti i ruoli: Genitore 1, Genitore 2… Niente più padre, niente più madre, niente più famiglia, niente più religione, niente più proprietà, niente più patria, niente più nazione, niente più italianità, fino a: NIENTE PIU’ LIBERTA’. Il sistema è soltanto più sofisticato: il controllo di tutti i movimenti nei conti correnti attraverso la denuncia delle banche sostituisce la presenza in ogni gruppo delle spie staliniane e rappresenta una forma surrettizia dei “passaporti interni” in vigore nell’Unione Sovietica. La sinistra comincia però a sentire anche molto sapore d’amaro nelle sue vittorie e si accorge all’improvviso che perfino il prediletto “gioco” della democrazia, nel quale si è esercitata ininterrottamente lungo il trascorrere degli anni, adesso non serve più (…).

Tutto questo scenario, mentre il centrodestra si spappola costringendo il suo elettorato (che lo odia sempre più, perché si sente tradito da quando sostiene il governo abusivo di Monti) ad una lunga traversata nel deserto, dato che come suggerisce sempre la Magli, “i temi della patria, della libertà, dell’identità, della memoria storica, della religione, della famiglia, sono (o forse bisogna dire “erano” ) precipui delle destre”

Di: Giovanni Settanni

Foto: investireoggi.it

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