IL BANCO DI SOLIDARIETÀ

Il contributo che il Banco di Solidarietà di Andria vuole apportare al territorio consiste in un innovativo approccio al problema dell’educazione e della solidarietà. “Operando nel volontariato – dichiara in una nota il presidente Giuseppe Di Gregorio – abbiamo imparato che l’educazione alla realtà deriva da una tradizione cristiana fatta di saggezza e di esperienza costruttiva, che giunge sino a noi sviluppandosi in forme creative in cui si esperimenta la solidarietà”.
Da questa premessa nasce l’idea di proporre alla cittadinanza tre incontri, il cui filo conduttore è l’educazione alla gratuità che si dipana nell’ambito della famiglia, della scuola e del lavoro.

Gli incontri si terranno presso l’Istituto Istruzione Secondaria Superiore Riccardo Lotti in Via Cinzio Violante 1 ad Andria, dalle ore 19,00 alle ore 21,00.

Calendario tematico:

Famiglia e Volontariato
Venerdi 26 ottobre
Il dott. Cesare Riccio relazionerà sulla famiglia come luogo originario e fondamentale che determina la crescita delle future generazioni. Il volontario, cercando di fornire una risposta concreta al bisogno di chi incontra, in realtà va a fondo del proprio bisogno, che è quello di ogni uomo, di essere abbracciato e di abbracciare il destino di chi incontra, comunicando la forza esperienziale del messaggio cristiano.

Scuola e Volontariato
Venerdi 09 novembre
Il prof. Valerio Capasa focalizzerà l’attenzione sulla necessità che il mondo del volontariato ha di entrare anche nel mondo della scuola, per educare i ragazzi al gusto della solidarietà, intesa come abbraccio totale della realtà di chi si incontra. Il volontariato nella scuola può servire a formare i giovani non ad una semplice logica di competitività con gli altri, ma ad un abbraccio solidaristico con chiunque si incontri.

Lavoro e Volontariato
Venerdi 16 novembre
Il Dott. Mauro Battuello, presidente della Fondazione Piazza e Mestieri di Torino rifletterà su come oggi il mondo del lavoro sembri caratterizzato dal sentimento della paura: paura di non trovare lavoro o paura di perderlo.
“Spesso nella nostra azione di volontariato incontriamo persone che a questa paura uniscono un senso di smarrimento e di mancanza di significato – dichiara Battuello – Spesso i ragazzi, al termine del proprio percorso scolastico ed istruttivo, si trovano disorientati, senza nessuno che li aiuti ad introdurli nel mondo del lavoro almeno dal punto di vista educativo.
Si ritiene, quindi, che l’esperienza del volontariato possa costituire un passaggio educativo verso il mondo del lavoro”.

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