LA MAGIA DEI PASTELLI DI GIUSEPPE CASCIARO

Famoso nel mondo e quasi sconosciuto nel suo paese natale,  Giuseppe Casciaro è considerato uno dei più grandi paesaggisti – pastellisti, per la perfetta intonazione coloristica della sua pittura, per la luce,  la coerenza stilistica e la tecnica impeccabile dei suoi dipinti.

Nacque ad Ortelle il 9 Marzo del 1861 .Rimasto orfano di entrambi i genitori a 12 anni, fu allevato dallo zio paterno, sacerdote, che lo avviò agli studi classici con l’intento di farne un medico. Frequentò il liceo ginnasio di Maglie, dove conobbe il grande scienziato e pittore di Spongano Paolo Emilio Stasi, docente in quella scuola e dal quale apprese i primi insegnamenti di pittura. Lo stesso Stasi lo aiutò ad iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, mentre lo zio era convinto che frequentasse l’Università; la rivelazione degli effettivi studi del nipote portò il sacerdote a tagliargli i viveri. Per il Casciaro cominciò una vita grama e difficile, aiutato solo, per quel che potevano, dalle zie Carolina e Carmela.

Egli apprese l’arte dal Morelli e dal Palizzi, grandi maestri del paesaggio e della natura, che con la loro bravura influenzarono l’arte napoletana del periodo. Importantissimo fu poi l’incontro col celebre maestro abruzzese Michetti, col quale perfezionò la tecnica del pastello, della quale divenne grandissimo interprete, disegnando mirabilmente in tanti dipinti la bellissima scogliera di Castro, la sua amata Ortelle (dove, una volta riconciliatosi con lo zio, spesso tornava), e ancora Ischia, Capri e tanti altri paesaggi e figure.

Verso la fine dell’Ottocento si recò spesso a Parigi, dove entrò in contatto con il mondo culturale ed artistico francese e dove conobbe il De Nittis, celebre pittore pugliese dell’Ottocento. Una sua personale parigina, lo mise all’attenzione del difficile pubblico francese.
In seguito fu nominato professore dell’istituto di Belle Arti di Urbino. Frequentò in diverse occasioni la Casa Reale dei Savoia, tanto da diventare il pittore preferito della Regina, alla quale, si dice, insegnò la tecnica della pittura a pastello.

Nel 1887 presentò undici opere realizzate con la tecnica dei pastelli all’esposizione (Promotrice) “Salvator Rosa” e, notato dai pittori Filippo Palizzi e Domenico Morelli, fu inviato a frequentare un atelier. L’anno successivo presentò dodici opere fra le quali un paesaggio salentino. L’artista partecipò alle Promotrici fino al 1911; nel 1906, in occasione dell’inaugurazione della galleria del Sempione, espose 52 opere alla Mostra nazionale di belle arti di Milano.
Fu presente in esposizioni internazionali di Parigi, Monaco, Bruxelles, ottenendo premi e onorificenze.

Morì a Napoli il 25 ottobre 1941, dopo aver portato oltre confine alcune tra le più belle raffigurazioni della provincia di Lecce.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *