PROCREAZIONE ASSISTITA: LA PUGLIA TERRA DI SPERANZA

Come noto, con l’espressione procreazione medicalmente assistita si fa riferimento a tutti quegli  artifici medico-chirurgici finalizzati al «favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall’infertilità umana […] qualora non vi siano altri metodi efficaci per rimuovere le cause di sterilità o di infertilità». Quelle metodiche, cioè, che permettono di aiutare gli individui a procreare, siano esse chirurgiche, ormonali, farmacologiche o di altro tipo.

Nel nostro ordinamento, essa è disciplinata dalla legge n. 40 del 19 febbraio 2004, recante appunto “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”: tale regolamentazione è, sin dalla sua nascita, al centro di articolati dibattiti, non soltanto giurisprudenziali e dottrinali, ma soprattutto etici e morali, in quanto porrebbe una serie di limiti alla procreazione e alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni.

I risvolti socio-economici del fenomeno, tra l’altro, non sono di poco conto: basti pensare alla copertura dei trattamenti terapeutici in questione da parte del  Servizio sanitario nazionale.

Ebbene, sempre più coppie, stanche degli ostacoli burocratici e, oseremmo dire, culturali che cararatterizzano la società italiana, ricorrono alla pratica in strutture ospedaliere estere.

Ma finalmente iniziano ad intravedersi barlumi di speranza anche da noi.

Ed, in particolare, in Puglia: nasce solo lo scorso mese, a settembre, il Centro di procreazione medicalmente assistita (pma) di Conversano (BA), atteso da più di sette anni, il più grande del Sud Italia.

L’assessore regionale alla Sanità, Ettore Attolini, impegnato da tempo nel progetto, ha dichiarato: “Il centro è stato attivato agli inizi di settembre ed entro la fine del mese definiremo anche l’ammontare della tariffa per le prestazioni perchè, come è noto, esulano dai Lea (Livelli essenziali di assistenza) e quindi non rientrano nel regime di ticket sanitario.”

L’obiettivo sarebbe quello di mantenere la tariffa ospedaliera al di sotto della media ponderata delle altre Regioni, già impegnate in questo tipo di attività terapeutiche a sostegno di numerose coppie con problemi di fertilità. In Toscana, ad esempio, per il trattamento completo, è previsto un costo di 700 euro. Si badi, però: nella stessa Regione sono attivi ben 25 centri di procreazione medicalmente assistita, mentre in Puglia ce ne sono solo tre: a Conversano ora, a Nardò (LE) e all’interno del Policlinico di Bari (se si esclude il centro convenzionato della clinica Santa Maria di Bari).

Dal giorno della sua apertura, il nuovo centro di Conversano è stato, così, sommerso di prenotazioni, anche da fuori regione, a testimonianza del fatto che molte coppie non aspettavano che un cenno di speranza.

Così l’assessore Attollini commenta: “Attualmente siamo in grado di assicurare solo trattamenti di primo livello”. Vale a dire le “Iui” (Inseminazioni intrauterine). Per il secondo livello, occorrerà aspettare ancora qualche mese, in quanto il problema è costituito dal reperimento di personale specializzato, visto il blocco del turn over. È necessario, allora, aspettare l’inizio del nuovo anno, in fondo mancano solo due mesi per ripaprire la partita assunzioni”

Per ulteriori informazioni: accoglienza.pmaconversano@gmail.com o 080/4091337-080/4091269 – 335/8762903.

foto: tantasalute.it

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *