L’ULTIMO SALUTO A RITA LEVI MONTALCINI

Sarà aperta dalle 13,30 alle 21 la camera ardente al Senato per l’ultimo saluto a Rita Levi Montalcini, scomparsa ieri all’età di 103 anni.

Alla sua scomparsa sopravvive il suo illustre pensiero.

«Quando muore il corpo», aveva confessato in un’intervista a Wired, «sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato».

I funerali si terranno mercoledì 2 gennaio a Torino, in forma privata e con rito ebraico. Tenace, combattente, grande donna – come l’ha definita il Presidente della Repubblica nel suo messaggio di cordoglio – la Signora della scienza italiana che non ha mai smesso di studiare e dare il suo contributo per il Paese lascia un vuoto incolmabile.

Nella casa romana in cui si è spenta, al termine di una lunga vita tutta dedicata alla ricerca, è da ieri un via vai di gente comune e vicini di casa, ma soprattutto tanti giovani, arrivati per rendere omaggio alla senatrice a vita e premio Nobel per la medicina. Mazzi di fiori e messaggi per quella donna fragile dalla fragile apparenza, ma estremamente forte nell’ animo, che hanno avuto la fortuna di incontrare o solamente ammiravano.

«Si è spenta come si spegne un faro, per fortuna non ha sofferto», ha detto la nipote Piera Levi-Montalcini, consigliere comunale a Torino, arrivata nella capitale il prima possibile., accompagnata dal presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, che ha parlato di «una perdita per l’umanità intera».

Il New York Times oggi le dedica un lungo articolo, sottolineando come «rivoluzionaria nello studio del cervello, ha scoperto gli indispensabili strumenti chimici che il corpo utilizza per controllare la crescita e costruire le reti nervose, spianando la via allo studio di come questi processi possono degenerare in malattie come la demenza o il cancro».

 LA VOGLIAMO RICORDARE COSI’

Cervello e cuore
«
Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore. Ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi».

Corpo e mente
«Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente».

I genitori
«A mio padre come a mia madre debbo la disposizione a considerare con simpatia il prossimo, la mancanza di animosità e una naturale tendenza a interpretare fatti e persone dal lato più favorevole». 

La dignità
«Nel momento in cui smetti di lavorare, sei morto».

Le rughe
«I vestiti sono un lato debole della mia personalità. Non ho mai tentato di camuffare gli anni: le rughe ci sono e non le nascondo. Ma mi è rimasta questa piccola forma di vanità. Ne soffro, a volte».

Viva l’Italia
«Bisogna dire ai giovani quanto sono stati fortunati a nascere in questo splendido Paese che è l’Italia».

Forze da ritrovare
«Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva. Bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi».

La giusta distanza
«Mi mancava il distacco che permette al medico di far fronte alle sofferenze del malato, senza un coinvolgimento emotivo dannoso a entrambe le parti».

Famiglie arcobaleno
«Il principio che può aver ispirato l’approvazione della legge che permette a single e omosessuali l’inseminazione artificiale mi sembra buono, direi eccellente. Se il parlamento danese ha votato in tal senso, io ho troppa stima e considerazione di quel Paese per sollevare dubbi nel bene o nel male».

Le guerre
«Purtroppo buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie, la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo, sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è così».

Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita.

(30/12/2012 16:00)

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