LA DANZA DELL’AMORE

Osservando la frenetica vita che conduciamo mi rendo sempre più conto di quanto stressante e piena sia la nostra vita, tanto da non riuscire a fermarci  un solo istante per guardarci attorno e darci una regolata per riflettere un po’ di più su come stiamo vivendo e dove pensiamo di arrivare. Ci sono paesi dove non c’è quasi niente,di materiale, solo musica, sorrisi e sguardi luccicanti di curiosità nei confronti della vita, quella vita che noi abbiamo reso futile. La vita la si vive in un giorno, le emozioni, i sentimenti di una vita intera sono racchiusi in 24 ore; le persone, i bambini, gli anziani, ti sorridono, quello è l’unico bene che hanno e lo donano a noi. E noi, cosa gli doniamo? Noi cosa cerchiamo di trasmettere alla gente? Non spendiamo molto tempo a riflettere su questo, ed è questo il motivo del nostro continuo andare avanti verso mete diverse, fermandoci non sapremmo gustarci la vita alla semplice maniera.

Non c’è amore senza la RUMBA. Nonostante la nascita di nuovi generi di ballo, la rumba rimane sempre affascinante e travolgente.

È da tempi dei suoi esordi, a Cuba nel 1878, che è considerato il ballo più sensuale che si possa immaginare;  agli inizi del ‘900 fu addirittura vietato ballare rumba, in quanto considerata non adeguata ai buoni costumi e all’ordine pubblico. La rumba racchiude in se la tradizione cubana , la lotta quotidiana tra schiavi afro-cubani e i proprietari terrieri delle piantagioni tropicali, che rappresentano la fatica e la prestanza fisica, ma soprattutto l’incontro-scontro tra uomo donna nella danza della riproduzione. Col tempo il seme della rumba diventa una pianta robusta grande e forte, proprio come l’uomo che balla la rumba, virile, rude e seducente.

Il ruolo dell’uomo è predominante, ma la parte importante è l’atteggiamento della donna che provoca l’uomo e contemporaneamente si nega a lui. Esistono tre tipologie di rumba: “Yambù”, stile primitivo, lento con un contatto fisico sporadico; “Guaguancò”, versione più esplicita della rumba, più ballata e caratterizzata da due movimenti, “vacunao” per l’uomo e il “botao” per la donna; Columbia, più veloce e virtuosa. La musicalità della rumba unita all’uso di tromboni, fischietti e clave, non mantiene autentiche le origini africane, ma le rispetta rendendo la rumba un ballo carnale e mistico, un grande spettacolo per lo spirito e per occhi.

Michela Cesareo

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