NUOVI CHIARIMENTI SULL’APPRENDISTATO

Il 21 gennaio scorso è stata diffusa dal Ministero del lavoro la circolare n. 5, recante chiarimenti  sui profili e l’applicabilità del nuovo contratto di apprendistato, dopo le recenti modifiche della L. 92/2012.

Nessuna sanzione per il datore di lavoro che non effettua nel primo anno la formazione prevista dal piano individuale. La violazione genera, al massimo, sanzioni amministrative e la conversione del rapporto qualora,  nel secondo anno di vita del contratto, lo stesso non svolga almeno il 40% delle ore di formazione accumulate oppure, nel terzo anno, il 60%.

In sostanza, la circolare individua, con riferimento agli obblighi formativi, alcune fondamentali fasi di controllo per verificare le eventuali violazioni: una prima relativa al momento iniziale dell’instaurazione del rapporto lavorativo, una seconda coincidente con il secondo e terzo anno di lavoro.  Il tutto, attraverso un meccanismo, previsto dal Ministero per recuperare, a determinate condizioni, il credito formativo negli anni successivi.

Buone notizie, quindi, per i datori di lavoro che pagheranno solo nei casi più gravi e irreparabili, quando cioè non sarà possibile recuperare la mancata formazione nel corso di tutto il rapporto lavorativo; negli altri casi in cui il “debito formativo” potrà essere sanato, gli ispettori dovranno emanare la c.d. “disposizione”, ovvero un ordine con cui intimeranno il datore di colmare i ritardi accumulati entro un termine perentorio.

In realtà, il principio pare più che corretto, laddove si individui come unico obiettivo, non già la sanzione a tutti costi, bensì l’interesse del prestatore del lavoro ad ottenere un’adeguata formazione professionalizzante.

Del resto, ciò è perfettamente in linea con lo spirito della L. 92 dello scorso 28 giugno 2012 che, in sede di riforma della tipologia contrattuale, aveva sottolineato la valorizzazione dell’apprendistato come “modalità prevalente di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”.

foto: giovanioltrelasm.it

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