LEGALE FAMIGLIA SARAH, DOVEVA SPARIRE: MASSACRO GESTITO CON METODO MAFIOSO

«Questa donna vi ha consegnato il suo dolore. Lei vuole una giustizia giusta, proporzionata a quello che è accaduto. Il nostro ordinamento lo prevede».  Lo ha sottolineato l’avv. Nicodemo Gentile, uno dei difensori della famiglia di Sarah Scazzi, che ha iniziato la sua arringa difensiva al cospetto della Corte d’Assise di Taranto, parlando di Concetta Serrano, la mamma della quindicenne uccisa ad Avetrana, una mamma – ha detto il legale – che non vuole vendetta, ma giustizia.  «Sarah – ha detto Gentile – è stata umiliata, maltrattata e il pm Mariano Buccoliero l’ha presa sulle sue spalle, è riuscito a stare sempre un passo indietro, fuori dal clamore». Gentile ha ringraziato il pm Buccoliero, rappresentante dell’accusa insieme al procuratore aggiunto Pietro Argentino (definito dal legale «il secondo papà di Sarah»), facendo presente che il magistrato «si è fatto carico di un sentimento collettivo e l’abbiamo visto anche in difficoltà emotiva».
Questo è il ”processo di un  massacro, il peggiore dei massacri, gestito con metodo mafioso  perché le condotte successive post delictum sono da 416 bis.  Sarah non è stata solo massacrata, doveva essere “squagliata”, doveva sparire. Non è stata solo uccisa, non doveva esistere,  doveva diventare uno di quei volti che fanno parte dell’esercito  degli scomparsi”.
Lo ha detto l’avv. Nicodemo Gentile. Secondo il difensore di parte civile ”questa è anche la  storia di un omicidio domestico. Sarah è stata dipinta come la  terza figlia dei Misseri e la seconda sorella di Sabrina, ma non è vero. Sarah è stata massacrata in casa, nel posto dove si  sentiva più sicura, dove Concetta la mandava perché si  fidava”. Gentile non ha risparmiato critiche nei confronti di Michele  Misseri, definito ”il becchino di Avetrana che ha abbandonato  Sarah come un qualsiasi rifiuto” e ha detto ancora che questo è ”il processo dell’umiliazione gratuita. Concetta è stata  umiliata quando addirittura si voleva additare al suo  comportamento la causa della morte di Sarah perché la faceva  uscire troppo e la mandava a casa della zia. Concetta non ha  avuto la possibilità di dare nemmeno l’ultimo bacio alla  figlia”.
”La seconda confessione  extragiudiziaria di Michele Misseri, quella della ritrattazione, è stata etero-indotta. E’ falsa. Ed emerge anche dalle  successive indagini. Il contadino non sa nulla dell’evento  omicidiario”. Lo ha detto l’avv. Nicodemo Gentile, uno dei difensori della famiglia di Sarah Scazzi, nel corso della sua  arringa difensiva. Gentile ha ricordato alcune intercettazioni ambientali e poi ha censurato il comportamento di ”alcuni personaggi, con smania  patologica di mettersi in evidenza, che hanno invaso i mezzi di  informazione in ogni momento e anche di recente andando a  vomitare pareri e sentenze. Ma qui – ha aggiunto – si sta  oltraggiando la memoria di una bambina di 15 anni a cui è stato  spento il sorriso”.
”Michele Misseri è un grosso  personaggio della storia giudiziaria. Ha lavorato in Germania,  ha guadagnato il pane per la sua famiglia, è un uomo buono che  ha sempre vissuto a contatto con la natura”. Lo ha detto l’avv.  Pasquale Corleto, patrono di parte civile che rappresenta il  comune di Avetrana, nel corso della sua arringa difensiva  nell’ambito del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. ”Michele – ha aggiunto – si è trovato nel labirinto di  Minosse, tra il peso di uno scrupolo enorme e l’amore per la  prediletta Sabrina. E’ un uomo che si aggira nel labirinto e non  ce la fa più. La verità l’ha detta nell’incidente probatorio.  Alla fine ha prevalso lo scrupolo”. L’avv. Corleto ha poi detto  che Avetrana è stata ”colpita nel cuore in una giornata  d’agosto, alla controra, quando è accaduto un fatto che è di  una atipicità unica”. Per il legale Sabrina ha ucciso e poi ha  chiamato il padre: ”Papà, papà, guarda che è successo”. E  Michele, ”che non avrebbe saputo schiacciare una mosca, dice:  ci penso io. Ma se avesse pensato in maniera totale oggi non  saremmo qui”. Michele Misseri, ha precisato Corleto, ”vuole  bene a Sarah e non abbandona Sarah dall’inferno del pozzo dove  lui stesso la depone”. Secondo il legale del Comune di Avetrana  Michele ha adempiuto a un ”dovere criminale proveniente da una  regia assassina. Sabrina, invece, non solo uccide ma rileva una  criminalità tendenziale. Uccide e dopo un secondo inizia la  criminale attività di depistaggio. Un depistaggio che fa paura.  E’ stata pervicace regista del branco della prova distorta che  ha impedito l’attività dell’amministrazione della giustizia”.  Corleto ha ricordato le fiaccolate organizzate da Sabrina quando  ancora non si sapeva che Sarah era stata uccisa. ”L’assassina –  sottolinea il legale – diventa la regista dalla intelligenza  diabolica che si inserisce nel mondo dei media e trionfa”.  Anche Ivano Russo viene definito dal legale ”un gigante dei  depistaggi”.

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