ROMA: AGGREDITO CANDIDATO SINDACO CPI

Nella giornata di venerdì 17 si è consumato nella Capitale un gravissimo atto intimidatorio ai danni del candidato sindaco di Roma di CasaPound Italia Simone Di Stefano. Un gesto folle che trova nella premeditazione una aggravante inaccettabile e che dovrebbe spingere tutti a riflettere sulla necessità di tenere bassi i toni, di evitare strumentalizzazioni e di astenersi dal gettare altra benzina sul fuoco della crisi economica che arde e che se non spento rischia di bruciare la casa con tutti i suoi abitanti. Ancora troppo vivo il ricordo dei tanti giovani morti durante gli anni di piombo, troppe le vite spezzate da profeti del mali che non hanno avuto scrupoli nel rovinare le vite di tanti attivisti di entrambi gli schieramenti per poter restare indifferenti difronte a tanta barbarie.

Vi è quindi la speranza che chi ha visto denunci e che la politica si compatti nel condannare ogni tipo di violenza e aggressione perché la democrazia è confronto, sintesi e non demonizzazione dell’avversario e ricerca della sua eliminazione non solo politica, ma addirittura come in questo caso, anche fisica.

Di Stefano, come si apprende da una nota di Casa Pound, aveva appena terminato un incontro elettorale al quartiere Statuario, in VII Municipio, e si trovava in auto su via Taurianova diretto verso il centro, quando, all’altezza di un incrocio, la vettura, ferma al semaforo, è stata assaltata da alcune persone con caschi e manici di piccone, che sono riusciti anche a colpire al volto il militante di Cpi alla guida, che è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.

‘’Si tratta di un episodio gravissimo, tanto più perché a Di Stefano è stata tesa una vera e propria imboscata – sottolinea in una nota il leader di CasaPound Italia Gianluca iannone – Non c’è dubbio infatti che quello di questo pomeriggio sia stato un agguato preordinato, evidentemente frutto del clima avvelenato creato da quei politici che, mentre si spartiscono la Nazione o quel che ne resta, provano a dimostrare, a colpi di interrogazioni, che nelle loro vene scorre sangue antifascista. Un gesto insensato e vigliacco che colpisce chi, nel rispetto delle regole democratiche, si è candidato a sindaco di Roma e che, anche per questo, esige una risposta immediata delle istituzioni e la solidarietà incondizionata degli altri candidati’’.

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