COME FUNZIONA IL REDDITOMETRO?

Il 31 luglio 2013 l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare n. 24/E/2013 (disposizione introdotta dal decreto legge n. 78 del 2010, art. 22) con la quale disciplina le nuove modalità procedurali concernenti il Redditometro (versione 2.0), ovvero uno strumento di accertamento sintetico utilizzato dall’Amministrazione Finanziaria per determinare il reddito del contribuente al fine di stabilirne la capacità reddituale rispetto alle spese accertate.

Non va confuso, però, con lo Spesometro, ovvero un sistema informatico che consente al fisco di verificare le sole spese effettuate dai cittadini, siano essi titolari di partita IVA o no.

La nuova disciplina del Redditometro si applica agli accertamenti dal 2009 (sino al 2008 rimane in vigore il previgente impianto normativo) e serve per verificare se le spese sostenute da consumatori e operatori economici sono in linea con i redditi e i beni dichiarati al fisco. Per esempio un contribuente che dichiara 30mila euro di reddito e, nello stesso anno effettua 40mila euro di spese, ovvero con uno scostamento superiore al 20% di uscite rispetto al reddito prodotto (nella previgente normativa si parla di uno scostamento del 25% nel biennio), viene indicato tra i soggetti a rischio evasione, e dunque sarà invitato a presentarsi presso gli uffici competenti dell’Anagrafe Tributaria per i “controlli da accertamento sintetico”.

Spetterà al contribuente, anche per i familiari a carico, dimostrare nella fase del contradditorio le spese certe ossia giustificare con documentazione certa l’errata interprestazione del Fisco o l’inesattezza delle informazioni in possesso dell’Amministrazione.

In concreto le spese sotto la lente d’ingrandimento sono riconducibili alle seguenti macro categorie: consumi per generi alimentari, abbigliamento e calzature, abitazione, mobili, elettrodomestici e servizi per la casa, sanità, trasporti, istruzione, tempo libero e investimenti, auto di lusso e affitto posti per barche.

Il controllo rientra in un progetto più ampio di verifiche intrapreso già da qualche anno dal Fisco e rivolge l’attenzione essenzialmente all’integrazione di informazioni in possesso perché resi disponibili da altre istituzioni: si pensi alla legge 2014 del 2011 entrata in vigore il 14 giugno 2013 che impone alle Banche la comunicazione obbligatoria dei dati afferenti ai conti correnti dei clienti (SID, Sistema Interbancario Dati). Tale controllo servirà anche per verificare la certificazione ISE, ISEE presentata per ottenere servizi in genere.

Per verificare in anteprima la propria situazione fiscale basta collegarsi al sito internet www.agenziaentrate.it e cliccare su redditest, in basso a destra, e valutare subito la coerenza fra spese sostenute e reddito prodotto nel periodo d’imposta da considerare (dal 2009 in poi). Si tratta semplicemente di un software da “scaricare” e utilizzarlo in forma anonima e rispondere alle domande proposte da un questionario. I dati del compilatore saranno anonimi (il nominativo può anche essere di fantasia) e non saranno registrati dall’Agenzia delle Entrate.

Naturalmente il risultato selezionerà solo coloro che presenteranno uno scostamento superiore ad i/5 tra reddito dichiarato (in possesso al Fisco anche mediante le dichiarazioni dei redditi) e capacità di spesa manifestata, sulla base dei familiari a carico e di eventuali oneri deducibili.

Questa procedura di controllo (il Grande Fratello Fiscale) presenta però delle anomalie. In primo luogo lo scostamento del 20% è facilmente superabile se si sostiene una spesa, per esempio l’acquisto di un auto, utilizzando risparmi accumulati negli anni precedenti o per un regalo ricevuto in denaro da un familiare. Inoltre tale sistema può alimentare perplessità nelle spese dei cittadini e di conseguenza potrebbe disincentivare gli acquisti non solo per l’incombenza di sottrarsi al fisco ma anche perché costantemente tracciati con l’onere di dover anche dimostrare le spese effettuate.

Tuttavia, il Redditometro costituisce uno strumento per scoprire gli evasori, ovvero coloro che eludendo il Fisco e riescono a condurre apparentemente uno stile di vita superiore alle proprie possibilità economiche. In tale ottica ogni tentativo che mira a individuare soggetti che danneggiano indirettamente la collettività è sempre un risultato importante e serio da perseguire a tutti i costi: l’importante è dimostrare dignitosamente la propria onestà.

Pasquale Soriano

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