ANCORA SULLA LEGGE ELETTORALE…

Nel suo intervento al Meeting di Rimini, il Premier Enrico Letta aveva annunciato: “ad Ottobre la nuova legge elettorale. La riforma è la priorità, il cambiamento più urgente. La politica non ha funzionato.”

Questa la  severa ammonizione che ha fatto riaprire il dibattito delle forze politiche: PD e PDL nuovamente al banco di prova delle riforme.

 «Sulla legge elettorale – ha affermato Schifani – posso condividere la fretta di Letta se si riferisce al recepimento dei rilievi della Corte Costituzionale, altrimenti non comprendo le motivazioni di questa fretta. Comunque non ci sono margini di avvicinamento. Tra Pd e Pdl le distanze rimangono». «Per noi – precisa- la legge elettorale nuova deve seguire le riforme istituzionali, altrimenti non la comprendo, e preferisco non comprendere, altre motivazioni che non mi piacciono, come quella di fare una legge elettorale per andare a votare subito. Noi siamo per le cose lineari e per mettere in sicurezza l’attuale legge.»

 «Per noi tutto si tiene – sottolinea l’ex presidente del Senato -: se ci sarà una chiusura pregiudiziale del Pd sul percorso di approfondimento sulla legge Severino che chiediamo per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune». Sulla reazione di Silvio Berlusconi alla nota del Qurinale e sul nodo dell’agibilità politica del Cavaliere Schifani ammette: «Da Napolitano – ci aspettavamo di più: nel messaggio del Capo dello Stato, che non commento, non ho trovato quello che avevamo chiesto. Non entro nel merito perché le posizioni del Capo dello Stato si rispettano, ma ci aspettavamo di più».

Intanto, dalla sua pagina Facebook, Silvio Berlusconi annuncia: «Io resisto! non mollo. State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra. Farò sino all’ultimo l’interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio. Non vi farò fare assolutamente brutte figure. Prepariamoci al meglio».

Il dibattito, quindi, s’infervora. Ma è  stesso Letta a sottolineare nel suo discorso al Meeting di Rimini l’esigenza di una comunione di intenti nell’unico interesse del Paese. «L’Italia è il paese dei guelfi e ghibellini, del tutti contro tutti – aveva detto –  ma l’identità solida non ha paura dell’incontro: si è convincenti se si ha una visione credibile se si realizzano le cose, non si è convincenti se il consenso si usa solo per evitare che arrivi il nemico. È modo di far politica che non mi appartiene».

foto: ansa.it

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