UNIBA AL VAGLIO DELL’ANVUR. ED E’ POLEMICA.

Giungono dati sconfortanti per l’Ateneo barese da parte dell’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.

Sono stati, infatti, presentati i risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010, il più grande esercizio di valutazione nel suo genere finora realizzato nel mondo.

Sono state passate al setaccio ben 95 università, 12 enti di ricerca vigilati dal MIUR e 26 enti “volontari”, da 450 esperti riuniti in 14 Gruppi di esperti della Valutazione (GEV) individuati con un rigoroso processo di selezione dall’Anvur: produttività ed eccellenza scientifica, oltre che esperienza nazionale e internazionale in attività di valutazione sono stati i requisiti richiesti per gli esperti deputati alla verifica.

In totale il processo di valutazione ha riguardato 184.878 prodotti di ricerca (tra articoli, monografie e saggi, atti di convegni, brevetti, manufatti, note a sentenza, traduzioni, software, banche dati, mostre e performance e cartografie), che sono stati valutati in base a criteri di rilevanza, originalità e grado d’internazionalizzazione.

“Oggi, grazie a tutti coloro che hanno lavorato con impegno sulla VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca italiana) – afferma Stefano Fantoni, presidente ANVUR – il Paese possiede una fotografia dettagliatissima e, soprattutto, certificata della qualità della ricerca italiana prodotta nelle Università e negli Enti di ricerca”.

Ad oggi, l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” risulta tra le ultime classificate e ciò ha scatenato grandi polemiche, alle quali l’ex Rettore, Corrado Petrocelli, ha risposto con fermezza.

“Esiste da tempo l’ idea che bisogna privilegiare alcune Università a scapito di altre. I dati diffusi dall’Anvur non sono stati elaborati per stilare una classifica ma per mettere un accento sui punti di forza e su quelli che evidenziano le debolezze. – spiega Petrocelli – Nell’ambito della valutazione fatta da esperti internazionali la nostra Università ha un piazzamento lusinghiero e annovera studiosi di primo ordine che hanno riconoscimenti a livello internazionale e, a volte, sono anche alla guida di prestigiosi punti di riferimento scientifici”.

A fomentare la polemica è stato l’ editoriale di Francesco Giavazzi, apparso in prima pagina sul “Corriere della Sera” e intitolato “La ragnatela corporativa: i tagli alla spesa possibili”.

L’ha letto e rilanciato poche ore dopo l’ uscita del quotidiano in edicola il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che, sulla sua pagina Facebook, ha scritto: “Anche io, come Giavazzi, crederò che il governo sia impegnato a ridurre le spese (per ridurre le tasse) quando Letta e Saccomanni si recheranno a Bari, Messina o Urbino per spiegare che la chiusura di quelle tre Universita (in fondo alla classifica dell’Anvur) è nell’interesse dei loro figli. Non è frequentando una fabbrica delle illusioni che ci si costruisce in futuro”.

La replica di Petrocelli è stata immediata: “Polemica strumentale durante le immatricolazioni”.

foto: bari.repubblica.it

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