LA POLEMICA UNIBA: PARLA IL SEN. D’AMBROSIO LETTIERI

Non si placa la polemica sulla proposta chiusura dell’Università di Bari, di cui vi abbiamo dato conto nelle scorse ore.

Arriva, così, l’intervento del sen. d’Ambrosio Lettieri, coordinatore PdL Grande Città di Bari, che accusa il sindaco Emiliano di “voler  dare spago alle frottole per oliare la gioiosa macchina da guerra della sua propaganda anche sulla pelle dell’ateneo barese.”

Queste le sue parole, divulgate  in un comunicato stampa di ieri. 

“Se il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi – che meglio farebbe non solo a parlare di cose che conosce, ma che rientrano anche nella sua sfera di competenza – ha messo in scena una infelice operazione di marketing nel tentativo di ottenere qualche vantaggio da una discutibilissima interpretazione di numeri e classifiche sulla Università di Bari, il sindaco del capoluogo pugliese  ha perso l’ennesima occasione per tacere. Ma, si sa, quando si tratta di dar spago alle frottole e fiato ai tromboni, Emiliano la fa da padrone, imbattibile com’è sul terreno delle mistificazioni, non potendola davvero buttare sul piano della verità storica e politica dell’Ateneo barese di cui egli ignora i fondamentali. Così olia la gioiosa macchina da guerra della sua propaganda anche sulla pelle dell’Università di Bari.

Nelle mani di Emiliano, infatti, anche gli argomenti più seri si trasformano in volgare e sterile occasione per una propaganda politica dietro cui nasconde l’inconcludenza della sua gestione, politica e amministrativa, di una grande città come Bari e il vuoto pneumatico dei risultati raggiunti.

Va ricordato ad Emiliano – comprendiamo troppo distratto dalla proiezione del suo ego verso traguardi estranei ai problemi della città che dovrebbe amministrare e dei nostri concittadini – quali siano stati i comportamenti della “destra fittiana” nei confronti dell’Università di Bari, che egli definisce “dépendance” di quella stessa destra,  e di tutto il sistema universitario pugliese.

Nel corso della presidenza Fitto, la Regione Puglia è intervenuta per salvare Tecnopolis nel 2002 assumendo la partecipazione di maggioranza ed avviando il risanamento dell’Agenzia rilanciandone ruolo e competenze. Ancora, a dicembre del 2004, sempre la “destra fittiana” promuoveva il primo accordo di programma in assoluto con il sistema universitario pugliese, che offriva circa 200 milioni di euro per interventi a favore dell’edilizia universitaria, della ricerca, del diritto allo studio. Sono proprio quelle le risorse che hanno, ad esempio, consentito all’Ateneo barese di acquisire la vecchia sede dell’Enel e di risistemare tutta la dislocazione dei servizi per gli studenti e dei dipartimenti nel centro di Bari.

Ancora, la “destra fittiana” ha varato nell’ambito del Piano per il Sud un quadro di interventi che non ha precedenti per ammontare delle risorse assegnate ed ambizione degli obiettivi prefissati. Sulla base di questo piano le Università pubbliche pugliesi, grazie anche al contributo della Regione, potranno beneficiare di interventi per il finanziamento della ricerca e per il miglioramento dei servizi agli studenti per un valore complessivo di 315 milioni di euro.

Sarebbe utile conoscere un solo intervento concreto che l’amministrazione Emiliano ha realizzato a favore della nostra Università la cui storia ed importanza per la crescita e lo sviluppo sociale ed economico dell’intero Mezzogiorno non possono essere messi in discussione da classifiche che pure segnalano l’esigenza di un miglioramento della performance nella ricerca.

La politica responsabile e seria accompagna questo miglioramento fornendo le risorse e gli incentivi giusti, la politica politicante ne fa argomento di propaganda, dietro cui celare occupazioni sistematiche e devastazione della cosa pubblica, usata spesso come bancomat elettorale e centro di potere per tornaconti tutt’altro che nell’interesse della comunità”.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di una questione che sta a cuore a migliaia di giovani pugliesi, e non solo, che credono ancora nel prestigio della “loro” Università.

 

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